Jeans e maglietta? Bocciati. «L’assessore alla Bellezza è brutto»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 16 settembre 2014 – La poetessa contro l’assessore al Bello che però si veste brutto. Se non fosse, come sibila qualcuno, una guerra di invidie e voti non presi, sarebbe un nobile scontro tra esteti, tutto combattuto a sinistra, Idv contro Pd. Intendiamoci: non è che in ballo ci siano la sezione aurea o il periodo blu di Picasso. E’ solo che Ninel Donini, psicologa, capelli (tinti) rosso rame e un nome che suo babbo voleva si leggesse all’incontrario (la sorella infatti si chiama Lenina), una che da anni si diletta con le rime, già consigliera Ds negli anni Novanta e candidata Idv alle scorse Europee (trombata, non c’era storia), ha ‘impallinato’ Daniele Vimini, l’assessore alla Bellezza della giunta Pd che guida Pesaro. Perché? Perché l’incauto assessore è salito venerdì scorso sul palco del teatro Rossini, durante un incontro in cui si presentava un festival e ha salutato, non con il braccio destro teso, ma, segnala altrettanto scandalizzata la Donini, «con maglietta, jeans sbiaditi e fuori forma, e scarpe da ginnastica». Le foto documentano che la poetessa (stavolta) ha azzeccato la rima.

Da lì s’è aggiunta la ‘‘censura’’, solenne: «Sorgono spontanee — scrive la poetessa in una mail — alcune domande. Qualcuno gli avrà spiegato (a Vimini) che la bellezza è anche cura personale nel vestire e che la cultura è consapevolezza e rispetto del proprio ruolo e dell’ambiente in cui ci si trova? Non si sarà reso conto che la rappresentanza istituzionale va adeguatamente testimoniata, anche per l’aspetto formale? Avrà capito che non era lì da privato, ma come espressione di una istituzione voluta democraticamente dai cittadini e quindi di grande valore? Avrà forse sbagliato assessorato o… anche verso?», intendendo per verso, forse, non quello poetico, ma quello renziano.

L’assessore alla Bellezza, 35enne noto come tipo mite e molto ‘easy’ sul look, replica stupito e sconcertato: «Ma io in certi giorni sono in giro dalla mattina alla sera, non posso vestirmi sempre con giacca e cravatta, quel giorno avevo 5 appuntamenti!… E poi credo che per un 35enne jeans e Lacoste a manica lunga, ci possano stare…». Pure la Lacoste, aveva, ma non gli ha reso giustizia. «Quel venerdì non ero neanche sicuro di partecipare per quel saluto. Ninel dovrebbe stare più attenta ai contenuti che alla forma… A volte mi metto la giacca. Se, quando non ce l’ho, il fatto disturba, mi dispiace, ma non esiste un ‘dress code’ della nostra giunta». Il sindaco Matteo Ricci lo difende: «La Donini critica perché voleva continuare ad avere ruoli politici, e invece non è stata eletta. Detto questo, che Vimini non fosse il più bello della squadra lo sapevamo, ma a noi interessa che lui riesca a fare bella questa città…». Sì, ma un jeans e una maglietta basteranno?



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