Jesi, week end di furti: i ladri tornano da Paradisi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Jesi, 28 febbraio 2016 – Ancora un fine settimana di furti in appartamento, stavolta ad essere presa di mira è stata la zona alta della città: tra via Paradiso venerdì e quella di Tabano.

Due i furti messi a segno nel tardo pomeriggio di venerdì nella parte alta della zona, fatta per lo più di villette e abitazioni singole uno quello tentato.

I malviventi, a quanto pare in tre, come la sera precedente in via dei Fiori e poi a Chiaravalle sono entrati in azione, in via Paradiso, tra le 18 e le 19 fino a che uno dei proprietari, non li ha messi in fuga.

I ladri infatti, arrivati dalla campagna circostante, non si sono accorti che all’interno dell’appartamento al secondo piano c’era qualcuno nonostante le luci spente.

L’inquilina, attorno alle 19, ha sentito dei forti rumori alla finestra ed è accorsa mettendoli in fuga, a mani vuote, verso le campagne.

Solito modus operandi: i malviventi due in azione, uno a fare da palo, forzano le finestre per andare diretti in camera da letto a caccia di oro e denaro ma anche della cassaforte.

Ieri sera invece i banditi sono saliti al secondo piano di un palazzo in via Monte Vettore, forzando una finestra e riuscendo ad arraffare un bottino in oro di 1.500 euro.

Se ne sono accorti gli inquilini al loro rientro poco dopo le 21. Potrebbero aver lasciato tracce importanti, indagano i carabinieri.

E’ suonato l’allarme, mercoledì sera anche nella casa dell’imprenditore jesino Sandro Paradisi, picchiato, tenuto in ostaggio con moglie e figlia per trenta interminabili minuti di terrore nel settembre scorso, nella sua villa di via Amendola, proprio dietro la zona alta di via Paradiso.

«Mercoledì è suonato l’allarme in casa, ma le telecamere non sembrano aver ripreso nulla – riferisce lui stesso –. Il giorno dopo (giovedì, quando a Jesi sono stati messi a segno due furti: uno in via dei Fiori dove è stato anche spintonato da uno della banda dell’Audi Nera un residente che cercava di chiamare la Polizia, l’altro in via Sicilia per un bottino di 10mila euro, ndr) sono venuti in azienda (alla Zipa, ndr). Hanno tagliato la rete della recinzione ma non sono riusciti a entrare. Non se ne può davvero più».

Al vaglio di Polizia e Carabinieri eventuali tracce e impronte lasciate dalla banda o forse dalle bande che non sembrano voler lasciare Jesi e la Vallesina. Sara Ferreri

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