Joselito Arcioni (M5S): «Cittadella degli studi, ultimo danno alla nostra società»

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa – “Cultura, scienza e arte per la certezza di un futuro”. Erano più di un auspicio le parole scelte dall’allora presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande per la cerimonia della posa della prima pietra dove sarebbe sorta la nuova Cittadella degli studi di Fabriano. Parole iscritte nella targa apposta sul cippo composto da tre cubi – simboleggianti le tre dimensioni del sapere richiamate – svelato una mattina dell’aprile 2012 alla presenza del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e dell’allora sindaco di Fabriano Roberto Sorci che continuavano a sperticare elogi nei confronti dell’opera il primo affermando “con questo progetto si completa la grande pagina della ricostruzione post sisma del 1997 con una forte spinta verso un futuro migliore per questo territorio”, mentre il secondo sottolineava come con la cittadella degli studi “Fabriano sarà rifunzionalizzata e saprà essere in grado di fornire risposte al mondo del lavoro e alle sue attuali difficoltà”. Ma poi lo sappiamo tutti come è stata “rifunzionalizzata” la nostra città da questi signori ed ora quel titolo dell’articolo del Messaggero del 22 aprile 2012, “LA CITTADELLA DEGLI STUDI DARA’ UN FUTURO AI GIOVANI”, più che sorridere fa scompisciare amaramente. Quest’opera servita, come sempre accade, per ingrassare le tasche della solita cooperativa emiliana-romagnola è un progetto completamente avulso dal contesto urbano della nostra città, una sorta di carcere di Monte Acuto irraggiungibile a piedi dai nostri ragazzi che fa rivoltare nella tomba Lewis Mumford urbanista e sociologo statunitense (1895 – 1990) che scriveva “Lasciamo perdere queste dannate auto e costruiamo città a misura di amanti e di amici. Garantire l’accesso delle auto private a ogni singolo edificio nell’era dell’auto per tutti significa condannare le città all’auto-distruzione. Bisogna tornare a pensare alle gambe come mezzo di trasporto: cibo come carburante e nessuna particolare esigenza di parcheggio.” Ma Mumford non sa che la nostra amministrazione ha curato un efficientissimo servizio pubblico per raggiungere la cittadella degli studi, peccato che ad oggi continua il pellegrinaggio dei genitori all’ufficio informazioni della Contram e che i dirigenti scolastici non hanno ancora ben chiaro nulla. Ricordo come pochi giorni fa ho chiesto personalmente al sindaco la possibilità di fare un incontro pubblico congiunto, Comune-Contram-Dirigenti Scolastici, per presentare pubblicamente il nuovo anno scolastico ed informare i cittadini in merito alle novità legate alla cittadella degli studi, mi è stato risposto che tutto è sotto controllo e non ce n’è bisogno, della serie dormite sonni tranquilli. Pensate poi all’utilizzo del terminal, quello per capirci sotto al cimitero, dove dovrebbe confluire tutto il traffico dei bus extraurbani, un posto tecnicamente pericoloso per il deflusso dei mezzi e quindi anche per i nostri studenti che se avranno la fortuna di non essere investiti dovranno poi cercare di sopravvivere o al solleone o alle intemperie invernali dal momento che ad oggi non c’è una pensilina sufficiente ad ospitarli, senza servizi igienici e senza nessun altro tipo di servizio ma con una pista ciclabile di 15 metri!!! Tornando al plesso scolastico ricordo come un po’ di tempo fa è stata organizzata una visita al cantiere e considerando che l’opera è stata presentata anche dalla Casagrande come efficientissima dal punto di vista energetico tanto da essere da lei stessa presentata in Classe Energetica A, abbiamo posto alcuni quesiti che fanno riferimento al Decreto Ministeriale del 1975 sulle norme tecniche per l’edilizia scolastica da osservarsi nell’esecuzione delle opere ed in particolare, considerando che devono essere garantiti nei locali scolastici ricambi d’aria ben precisi garantiti solo da una ventilazione meccanica controllata abbiamo chiesto se l’impianto era stato previsto e ci è stato risposto che no, la ventilazione sarà garantita dall’apertura delle finestre, pensate 5 vol/h con finestre aperte, alla faccia dell’efficienza energetica!!! Scorrendo le prescrizioni del Decreto si parla di localizzazione della scuola ed in merito alle condizioni ambientali per la sua ubicazione si legge: “1.1.4. Per quanto riguarda le condizioni ambientali, la scuola dovrà essere ubicata: i) in località aperta, possibilmente alberata e ricca di verde, che consenta il massimo soleggiamento o che sia comunque, una delle migliori in rapporto al luogo; ii) lontana da depositi e da scoli di materie di rifiuto, da acque stagnanti, da strade di grande traffico, da strade ferrate e da aeroporti con intenso traffico, da industrie rumorose e dalle quali provengono esalazioni moleste e nocive, da cimiteri e da tutte quelle attrezzature urbane che possono comunque arrecare danno o disagio alle attività della scuola stessa; iii) in località non esposta a venti fastidiosi e non situata sottovento a zone da cui possono provenire esalazioni o fumi nocivi o sgradevoli.” Sbaglio o la scuola è vista cimitero ed ha una centrale ENEL a pochi passi? Vi fidate voi genitori di mandare i vostri figli in una scuola non a norma? Chi ha autorizzato la costruzione della scuola senza osservare le prescrizioni di legge? Perché, dopo diverse bocciature in commissione edilizia, il progetto è stato approvato? Chi sono coloro che hanno approvato il progetto senza il rispetto delle prescrizioni dettate dalla norma? Inoltre vogliamo far notare che il plesso non è raggiungibile a piedi in sicurezza da studenti, personale scolastico e cittadini mancando i nuovi costruendi marciapiedi (in prossimità della struttura) che sono privi di scivoli di ingresso ed uscita per i disabili, e la forte pendenza (spesso su ambedue i lati di piano) rende pericoloso il transito (special modo nei periodi invernali), per non parlare degli ostacoli al centro dei marciapiedi stessi. (vedi foto allegate) Ora, dopo 67 anni di vita della nostra Costituzione e 37 anni dalla prima legge organica sull’abbattimento delle barriere architettoniche e fruibilità di tutti i spazi pubblici (con successive norme e decreti di attuazione), credo che “progettista” e “direttore dei lavori” dovrebbero essere radiati dagli albo professionali, mentre i politici che hanno approvati tali atti tecnico/amministrativi dovrebbero essere mandati a casa. Un’ultima riflessione sul fatto che l’apertura del polo scolastico pone l’ultima e definitiva pietra tombale all’attrattività e frequentazione del centro e zone limitrofe della nostra città, si perché dopo la chiusura dei cinema e lo spostamento della sede del Comune, la chiusura delle scuole distruggerà completamente sia il senso di comunità che gli ultimi coraggiosi capisaldi del commercio di vicinato del centro e di Piazzale Matteotti, perché é in questi luoghi che si crea l’identità della città, si corre o si passeggia, si guarda la gente in faccia, ci si incontra e ci si siede al bar, si condividono e si stemperano i problemi di una vita sempre più complicata per molti, si ammirano le vetrine, si vivono le atmosfere, le mille luci della città. L’attrattività delle città per il turismo e per gli investimenti si decide in gran parte sulla qualità dei trasporti pubblici, dei marciapiedi, dei parchi e degli spazi pedonali. Abbiamo una nuova biblioteca avulsa ormai dalle attività scolastiche e non più fruibile dagli studenti relegati, come una sorta di richiedenti asilo, in un centro accoglienza stile Cara di Mineo impossibile da raggiungere in tempi decenti a piedi, considerando anche le pendenze e la mancanza di sicurezza, e obbligati quindi ad essere accompagnati o ad utilizzare il mezzo pubblico con ulteriori costi per le famiglie. Per l’edizione 2015 della European Mobility Week, la settimana Europea della Mobilità sostenibile, che come al solito si terrà dal 16 al 22 settembre prossimi, lo slogan è “Choose. Change. Combine”. L’idea di fondo è quella di incoraggiare i cittadini europei a un ripensamento della gamma di opzioni di trasporto disponibili, scegliendo il modo giusto per spostarsi, e invitandoli a combinare tra loro i differenti mezzi di trasporto, adottando quindi delle soluzioni che possono comportare risparmi di tempo e di denaro negli spostamenti urbani. Possono aderire alla Settimana gli Enti Locali che, attraverso le proprie attività e iniziative, stimolino la cittadinanza a ripensare le proprie abitudini quotidiane negli spostamenti. Con questo spirito il Comune di Fabriano, insieme a Contram e Provincia, potrebbe partecipare all’evento, con la felice concomitanza dell’apertura dell’anno scolastico, offrendo il primo mese l’abbonamento gratuito a tutti coloro che saranno costretti ad utilizzare il trasporto pubblico urbano per raggiungere il polo scolastico. D’altronde la scelta di costruire quell’ecomostro fuori da qualsiasi contesto urbano non è stata di tutta la nostra comunità ma di un comitato di faccendieri, come spesso accade. Nel Costituto del Comune di Siena del 1309, una costituzione ante litteram, si legge “Fra li studi e sollecitudini che procurare si debbono per coloro, che intendono al governamento de la città, è quello massimamente che s’intenda a la bellezza della città, perché la città dev’essere onorevolmente dotata et guarnita, tanto per cagione di diletto et allegrezza ai forestieri quanto per onore, prosperità e accrescimento de la città et de’ cittadini di Siena”, ma nella nostra città si sa, sono buoni a nulla, ma capaci di tutto. Joselito Arcioni Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Fabriano

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