Jp, presidio davanti alla Banca Toscana

IL BORGHIGIANO 2013

Foto: fonte Cisl Marche

FABRIANO
Gli operai della JP Industries pronti a scendere in piazza. I sindacati insieme alle tute blu si sono incontrati ieri mattina per decidere le forme di proteste da attuare a seguito dell’ordinanza della seconda sezione del Tribunale civile di Ancona con la quale si è revocata, quindi annullata, la vendita del comparto bianco della Antonio Merloni – costituito dagli stabilimenti cittadini di Santa Maria e Maragone e di quello umbro di Gaifana – all’imprenditore cerretese Giovanni Porcarelli. Per altro, ancora non è stato notificato il decreto alle parti, quindi né l’Amministrazione straordinaria né lo stesso Porcarelli hanno presentato reclamo innanzi alla Corte di Appello di Ancona. Sindacati e operai hanno deciso di organizzare un presidio dinanzi alla sede della Banca Toscana, Gruppo Mps, quest’ultimo il promotore della richiesta di annullamento della vendita, alla quale si sono poi associate Unicredit, Banca dell’Adriatico, CR Firenze, Carifac, Banca Marche e Popolare di Ancona.
Tutti questi istituti di credito vantano, rispetto alla precedente gestione della Antonio Merloni, un credito di circa 170milioni di euro. La conferma arriverà oggi, ma sembra che l’iniziativa si svolgerà tra giovedì e venerdì. Nel frattempo, l’assessore fabrianese alle Attività produttive, Giuseppe Galli, ha iniziato la settimana proponendo una disamina attuale delle maggiori criticità del territorio. «Il caso Indesit è quello che ha avuto maggiore clamore ed allo stato ritengo ci siano tutte le attenzioni delle parti: Istituzionale, Sindacati, Associazioni di categoria per scongiurare effetti negativi sui livelli occupazionali e far sì che il piano industriale presentato dalla governance di Indesit venga effettivamente e sostanzialmente modificato evitando ripercussioni fortemente negative per il territorio».
Per quanto riguarda Tecnowind è sicuramente passata la fase più delicata e «sussiste un cauto ottimismo legato alla continuità aziendale e pertanto sulla tenuta dei livelli occupazionali sia diretti che indiretti». Quindi, la JP. «A questo punto è necessaria la massima concertazione tra Istituzioni e parti sociali, per salvaguardare gli interessi pubblici direttamente coinvolti e pertanto i livelli occupazionali. Al riguardo è necessario intavolare con il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché con tutti gli altri soggetti, come detto, un’attenta concertazione».

Claudio Curti ( IL MESSAGGERO)

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