La Babele della sanità

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 10 aprile 2016 – Ci scrive un lettore pesarese. «Ma perché non chiedete come può un cittadino privo di auto a raggiungere facilmente Chiaruccia con i mezzi pubblici con l’attuale traffico di Fano? E se io non voglio prendere l’autostrada per forza è ancora un sito così baricentrico?».

Un altro (tendenza «Questi ambientalisti ci hanno stufato») sottolinea un aspetto non secondario: «Si fa un gran can can su Fosso Sejore perché si rovinerebbe un posto bello e invece neanche una parola sulla cementificazione della piana agricola del Metauro in zona Chiaruccia». E aggiunge: «Allora meglio a Muraglia che è già tutto più o meno edificato». C’è poi l’esperto di Sanità che non perde l’occasione: «Il problema non è dove fare l’ospedale ma come porre un freno all’esodo dei malati. Se non si fa in fretta non ci sarà più bisogno di nessuno ospedale, chi ha i soldi va lontano e chi non ce li ha si arrangia. Certo, più a nord si mette e mglio è per le casse della Regione». Dice il sociologo: «In tutte le città l’ospedale rappresenta molto di più di un luogo dove si va quando si è malati. Dà ai cittadini l’idea di vivere in un luogo civile, importante e rappresenta un indotto economico rilevante». A Fano, quindi, hanno deciso che le opzioni sono due: «O si fa a Chiaruccia o si rimane così com’è con le due strutture». Gli esperti di Sanità ribattono: «Con tre presidi si spende di più e si lavora peggio».

Tanto che un primario importante per non avere guai se n’è andato nel privato con largo anticipo sulla pensione: E un medico dice: «Ci sono colleghi che evitano di venire a Pesaro anche perché sanno che troveranno un certo casino». C’è chi, infine, non crede al decisionismo di Ceriscioli: «Ha detto che decide lui? Aspettate e sperate». Sono piccole frasi di una grande Babele. Con la speranza che la Sanità della provincia non faccia la fine della torre originale. 

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