La città dei tagliatori

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Carlino borghigiano

Ancona, 30 novembre 2014 – Si fa presto a dire «taglia».

E’ un’arte anche quella, non scherziamo.

Non è uno che si sveglia la mattina e decide di andare a tagliare così gli alberi di mezza città. C’è uno studio approfondito dietro. Ci sono indagini fitosanitarie che avevano indicato malattie precise per molte piante del capoluogo. A piazza Cavour le palme erano tutte malandate, poverette.

Il punteruolo rosso le aveva fiaccate. Così, a pochi giorni dal Natale, in una città sempre più in mano al degrado, sporca, malcurata e trasandata, i camioncini dei «giustizieri» di piante si mettono in marcia verso piazza Cavour. E tagliano giù tutto. Così tanto da rendere irriconoscibile la piazza. A guardare le foto storiche di questo luogo simbolo di Ancona, oggi viene da piangere. I tagliatori non hanno avuto pietà. Vabbè che molti alberi erano malati. Ma adesso con i tronchi che spuntano dall’asfalto sollevato vicino alle panchine distrutte, piazza Cavour è più bella? Anzi, la domanda sarebbe un’altra: è più una piazza degna del suo nome? E’ da mettersi le mani agli occhi, indecente. Ieri pomeriggio, sabato, con il mercato dell’antiquariato e la gente che camminava per lo shopping, non si poteva non provare un sentimento di pietas. Proprio come la intendevano i nostri antenati.

E’ l’emblema dei tagliatori. Ancona vanta degli specialisti in materia. C’è chi taglia corto sulla Sanità, ad esempio. Prendiamo il caso del Salesi. Per non ammettere di essere in difficoltà dal punto di vista economico, si decide di non decidere. Il vecchio ospedale non si sa che fine farà. Quello nuovo è una nebulosa, andrà a Torrette in una palazzina dedicata, andrà al sesto piano provvisoriamente, resterà lì per sempre, il pronto soccorso pediatrico si farà, non si farà. Si taglia così corto che a forza di dire tutto e il contrario di tutto gli anconetani non ci stanno capendo niente. Si taglia anche sul controllo della città. I vigili sono pochi? In strada saranno sempre di meno. L’importante non è dare, ma tagliare.



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