Contro la crisi, spunta l’ufficio condiviso Ecco la sfida di sette giovani imprenditori

IL BORGHIGIANO 2013

il Resto del Carlino

— OSIMO —
L’UNIONE fa la forza. Potrebbe essere questo il motto ispiratore del Coworking, stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un’attività indipendente.
Nasce negli Stati Uniti, a San Francisco, nel 2005 e oggi è stato adottato in tutto il mondo come nuova esperienza lavorativa e di aggregazione. Il prossimo 16 settembre anche Osimo avrà il suo primo centro operativo di Coworking. L’ispirazione è venuta ad un gruppo di giovani imprenditori e liberi professionisti osimani: Francesco Trucchia, William Tantucci, Francesco Tassi, Marco Tarulli, Mattias Nystrom, Francesco Vernelli, Michele Luconi e Floriano Bonfigli.
Il primo spazio sorgerà nei locali di via Giolitti 14 ad Osimo Stazione e ospiterà freelance, startup e remote worker. Lo spazio offrirà 12 postazioni di lavoro all inclusive (affitto, utenze, wifi, sala riunione tutto incluso) a prezzi vantaggiosi.
«QUANDO si parla di coworking — spiega William Tantucci uno degli ideatori — il primo vantaggio a cui si pensa è il risparmio economico, dato dalla condivisione degli spazi e delle risorse. Per noi di «Cowo42» il coworking è uno stile, un nuovo modo di lavorare in maniera collaborativa pur rimanendo indipendenti, con competenza ed interessi diversi. I valori sui quali abbiamo posato le nostre fondamenta sono: collaborazione, apertura, comunità, accessibilità e sostenibilità». L’ obiettivo nel breve e nel medio termine? «Il nostro obiettivo nel breve termine è già realtà, ossia l’ufficio che apre ufficialmente il 16 settembre in Via Giolitti, 14 ad Osimo Stazione. Guardando più in là ci saranno molte novità, c’è tanta energia e voglia di fare, con calma e tempo per non farsi prendere dalla mano.
L’associazione lavorerà in quattro principali direzioni: la creazione di spazi di coworking, l’organizzazione di eventi rivolti a privati, aziende e startup, la creazione di un contenitore che possa dare visibilità alle eccellenze nell’ambito dell’innovazione del nostro territorio e infine favorire il networking e la nascita di opportunità di collaborazione».
Puó questa idea essere una delle soluzioni al periodo di crisi globale che stiamo vivendo? «Io credo proprio di sì. Credo che le idee siano la soluzione e credo che da questo periodo di crisi si possa ripartire solo attraverso quelle. Il fatto di confrontarsi con altre persone e costruire nuove sinergie e prospettive mi fa ben sperare».
Marcello Morichi

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