La finta meritocrazia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 16 novembre 2014 – La vicenda dei premi ai dirigenti amministrativi dell’Asur che abbiamo raccontato in questi giorni presenta profili di opacità che speriamo siano al più presto chiariti. Me è in realtà la punta dell’iceberg rispetto al discorso più ampio dei premi di produzione nell’ambito degli enti pubblici. Una meritocrazia sbandierata da anni che, alla prova dei fatti, si è dimostrata vuota di significato.

Altro non è in realtà che la spartizione, in particolare fra i dirigenti, di un tesoretto stabilito ogni anno e che è stato battezzato retribuzione di risultato. Il meccanismo è più o meno questo: si fissa una serie di parametri, tra i quali diversi obiettivi da raggiungere. Che puntualmente – e curiosamente – vengono centrati in pieno. Basta leggersi le relazioni di fine anno delle pubbliche amministrazioni: impossibile trovare un solo ufficio che non abbia fatto in pieno il suo dovere. Semplicemente ridicolo. Sulla carta, insomma, i nostri dirigenti sono tutti fenomeni. Dei fuoriclasse con le tasche piene di premi.



 

Precedente Una storia di solidarietà Successivo Bene comune, grande sogno