La Fip pensa solo ai soldi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 13 Novembre, 2014 - Alla Fip dovrebbero mettersi di impegno per fare un monumento al basket pesarese. E invece dagli anni ’80 in poi, nonostante la dichiarata “vicinanza” dell’attuale presidente Gianni Petrucci, sono stati sgarbi, dispetti, ingiustizie. Non vogliamo tornare sul caso della “monetina”. Per noi è tutto chiaro: Cappellari e Meneghin hanno confessato di aver frodato la giustizia sportiva. Se poi sono intervenuti anche i socialisti è solo un’aggravante. E non è che le cose siano cambiate nel corso degli anni. Tutt’altro.

La Fip si è trasformata in una sorta di vampiro che deve alimentarsi sulle spalle delle società, siano professioniste o dilettanti. Lo sapete quanto versa una società come la Vuelle alla Fip ogni anno? Più di 200 mila euro complessivi. E si trova il modo di multare la stessa società di 6 mila euro per un po’ di intemperanze del pubblico, in un palasport sicurissimo come l’AdriaticArena. Non solo, la Fip dovrebbe ringraziare perché il fallimento della vecchia Vuelle fa sì che ogni anno i parametri di Hackett, dei fratelli Cinciarini e di decine di altri giocatori finiscano direttamente nelle sue casse, andando a rafforzare un bilancio pieno di soldi pubblici. Può bastare? No, perché la Fip incassa ogni anno una tassa dalle società professionistiche per ogni sponsor che mettono sulla maglia. E qui siamo vicini alla tangente legalizzata. Il tutto, poi, per mandare tre arbitri inadeguati che riescono a far arrabbiare così tanto la gente da incassare altri soldi con le multe.

MA LA FIP è anche la federazione che incassa tutti i 12 mila euro che le società pagano per i parametri dei giocatori stranieri, mentre trattiene quasi 2 mila euro per gli italiani. Girando gli altri alle società che hanno allevato i giocatori (parametri). Essendo gli stranieri più del 50% in serie A, e tanti anche in Lega Gold e Silver, si capisce come la cassa della Federazione italiana pallacanestro sia piena.



 

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