La furia del papà su moglie e figlio, l’autopsia farà luce sulla strage di Numana

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Numana (Ancona), 10 dicembre 2014 - Da una prima ricostruzione della strage di Numana (foto), sembra che il bimbo – raggiunto anche da un colpo alla testa – fosse in braccio alla madre quando il padre è entrato in casa. Ma domani sarà l’autopsia sui corpi di Daniele Antognoni, Paula Corduneanu e il piccolo Christian a chiarire la dinamica della tragedia.

Ieri mattina in via Urbino il 38enne è entrato nell’abitazione dove c’erano la moglie e il figlio di 5 anni. Prima ha ucciso la donna, dalla quale era separato, poi il bimbo. Infine, si è puntato contro l’arma e si è tolto la vita

Paula Corduneanu aveva chiamato poco prima il 112 dicendo che l’ex la stava raggiungendo a casa e che lei aveva paura; i carabinieri le avevano consigliato di non aprire. Antognoni, che in questo periodo era ospite di alcuni parenti, l’aveva chiamata al telefono poco dopo le 11 per dirle che voleva parlare con lei e che stava andando nella casa di via Urbino in cui la coppia aveva abitato insieme. Non si sa ancora che cosa abbia fatto scattare nella donna un campanello d’allarme, e se Antognoni l’avesse minacciata. Sta di fatto che Paula ha chiamato il 112 e i carabinieri di Osimo sono subito andati a Marcelli. Erano le 11.30 e la tragedia si era già consumata.

È stata una vera e propria esecuzione quella messa in atto, sicuramente in un raptus di follia, da Daniele Antonioni, che ha riservato per sé l’ultimo colpo, uno solo, alla testa. Sarà comunque la perizia balistica a chiarire la dinamica della sparatoria. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Osimo, ma non ci sarebbero dubbi sul movente: Antognoni, patito di armi, un pò ‘Rambo’, come appare nel suo profilo Facebook, ma legatissimo al figlioletto, non accettava di perdere la famiglia, la giovane moglie romena sposata una decina di anni fa e soprattutto Christian. La coppia viveva da settembre in case separate: lei nella villetta dove è stata trucidata insieme al bambino e lui da alcuni parenti.



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