"La grappa costa troppo", picchiati per 3 euro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Montemarciano (Ancona), 12 agosto 2015 –  Bevono quattro grappe, una a testa poi, al momento di pagare il conto, si rivolgono alla barista, una ragazza di 22 anni e, nel vederlo, iniziano a insultarla in maniera a dir poco pesante aggiungendo che «Non sei capace di fare niente, levati di torno».

E’ a quel punto che si affaccia dal retro Gianni Gagliardini, 50 anni, che prende ovviamente a cuore la sua dipendente e non vuole sentire insulti nei suoi riguardi quindi li invita, dati gli animi accesi, ad andarsene. A quel punto i quattro, tutti pescatori sui 30 anni, se ne vanno fino a quando due non ritornano indietro ed uno di loro sferra un violento pugno in faccia all’uomo.

Il tutto è accaduto venerdì sera, intorno alle 23.30, al ‘Caffè Time’ sul lungomare di Marina; ma quello che è ancor più assurdo è il fatto che, secondo gli aggressori, 3 euro per una grappa (come da prezzo di listino ndr) erano un prezzo eccessivo.

Il titolare ha incassato il colpo ma in suo soccorso è arrivato subito il figlio Mattia.

«Ho cercato immediatamente di difendere mio padre ma quel ragazzo ha dato tre cazzotti sullo stomaco anche a me». Il ragazzo si è quindi defilato insieme all’amico e a questo punto Mattia ha chiamato i carabinieri.

«Sono stanco di gente così – spiega – appena poche settimane fa era entrata un’altra persona che, senza alcun motivo, ha preso un coltello e lo ha fatto vedere alla ragazza dietro al bancone che ovviamente si è impaurita dopodiché si è scoperto che voleva invece difendersi da un gruppo di rumeni che era nelle vicinanze, probabilmente per un regolamento di conti riguardante la droga. Questi quattro ragazzi – aggiunge -erano venuti ed erano stati tranquilli. Solo uno di loro, il picchiatore, ha dato in escandescenza più degli altri e senza alcuna ragione. Gli altri due se ne erano andati, ma l’amico avrebbe potuto trattenerlo e farlo ragionare».

Da che mondo è mondo «Se qualcosa non va bene – prosegue – se ne discute insieme per trovare una soluzione», invece qui si è passati direttamente alle mani.

Giunti i carabinieri e visionati i filmati, non si è proceduto a denuncia ma Mattia ha voluto giustamente sfogare la sua rabbia su Facebook chiedendo chi conoscesse questa persona che «da quello che sono riuscito a capire, si chiama Marco».

Una violenza tanto gratuita quanto bestiale, che lascia l’amaro in bocca soprattutto per aver visto il proprio padre venire picchiato brutalmente tanto da dover ricorrere alle cure ospedaliere.

«Avanti così non si può andare – spiega invece Elena Balestra -. Dobbiamo ricominciare da zero. Questa è un’altra angheria che siamo costretti a subire – conclude -, ora siamo pronti a vendere, soprattutto perché devo tutelare la mia famiglia. Se ci sarà l’occasione, riapriremo da un’altra parte».

al. big.

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