La Guardia di Finanza irrompe in curia: accertamenti sui ricavi del ‘Nuovo amico’

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 21 settembre 2014 – Irruzione della guardia di Finanza nella redazione del Nuovo Amico in via Rossini, davanti al Duomo, da 100 anni il settimanale diocesano che parla delle attività parrocchiali. I finanzieri erano alla ricerca di estratti conti, fatture, tracce contabili che dimostrassero l’omessa dichiarazione di ricavi relative alla vendita di copie. Quell’accesso in redazione, fatto da tre militari, i quali sono poi tornati altre due volte a prendere ulteriori documenti, ha prodotto un accertamento riguardante gli ultimi cinque anni di vendita del giornale, accertamento che è stato poi trasmesso all’Agenzia delle Entrate per la formulazione dell’addebito da pagare. 

Da quanto si è appreso, alla cooperativa guidata da don Marco Farina che edita il settimanale diocesano si contesterebbe il fatto di non aver calcolato l’incasso di 1 euro per ogni copia distribuita seppur gratuitamente. Il Nuovo Amico viene lasciato sui banchetti nelle chiese della provincia, oltre che nelle edicole. E in entrambi i casi non costa nulla. Malgrado le spiegazioni della cooperativa, l’indagine della guardia di finanza è arrivata all’Agenzia delle Entrate che deve valutare l’ammontare della presunta evasione fiscale. Interpellato il presidente della cooperativa Don Marco Farina, ha confermato l’accertamento dei conti da parte della Guardia di Finanza, cominciata a ridosso del Natale scorso e tuttora in corso, ma poi don Marco ha spiegato che «in riferimento alla verifica effettuata dalla guardia di finanza nei confronti della cooperativa Comunicare che edita il Nuovo Amico, intendo precisare semplicemente che, in ragione dell’assoluta inconsistenza del rilievo fatto dai verbalizzanti, la cooperativa con memoria motivata ha già chiesto all’Agenzia delle Entrate di provvedere all’integrale archiviazione del verbale elevato dalla Finanza». 

Il nuovo amico viene tirato in circa 6mila copie settimanali, con circa 3000 copie vendute in abbonamento, 1000 quelle gratuite distribuite nelle chiese e negli oratori provinciali e 1500 quelle distribuite gratuitamente nelle edicole. C’è un redattore che impagina e titola gli articoli inviati da collaboratori e sacerdoti e svolge il lavoro che avviene in egual modo in altre 200 redazioni italiane di settimanali diocesani. Che in genere esaltano le qualità del prossimo. Ma non sempre è sufficiente per farsi voler bene. Soprattutto dal Fisco.



 

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