La leghista choc su Facebook «Nessuno stupra la Kyenge?»

Padova, il Carroccio caccia la militante. Solidarietà al ministro
Stefano Grassi
ROMA
LEI, Dolores Valandro, leghista dalla battuta facile ora si scusa e vorrebbe non aver mai dato l’ok a quel post galeotto su Facebook che l’ha fatta rimbalzare in poche ore dal consiglio di quartiere padovano di Arcella Nord alla ribalta nazionale. Per una frase incredibile. «Mai nessuno che la stupri, così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna!», scritto a caratteri cubitali accanto alla foto del ministro per l’Integrazione Cècile Kyenge. Ora la «Dolly», come la chiamano le amiche, si dice costernata, racconta che si trattava di «una battuta dettata in un momento di rabbia. In quei momenti butto lì, mi sfogo così. Ho esagerato? Beh, le chiedo scusa, ma non sono un tipo violento». Intanto Maroni è sceso in campo. «Non la conosco ma ho sentito Tosi per farla cacciare», ha detto il segretario. E il leader veneto ha ufficializzato ieri sera l’espulsione. Ma tutto il Carroccio si è affrettato a prendere le distanze dalla focosa padovana, condannandone le frasi irresponsabili e violente.
Fecero scalpore tempo fa le affermazioni di Mario Borghezio all’indomani della nomina di Kyenge. Espressioni che determinarono l’espulsione di Borghezio dal gruppo euroscettico nel Parlamento europeo per «ripugnante razzismo».
«NON RISPONDO a questo linguaggio violento perché ognuno di noi dovrebbe sentirsi offeso», ha detto Cècile Kyenge. «È un linguaggio che non mi appartiene perché istiga alla violenza. Chiunque deve sentirsi offeso, non solo il ministro». E ha incassato la solidarietà bipartisan. Subito il premier Enrico Letta: «Anch’io mi sento offeso per le parole contro la Kyenge». Poi Giancarlo Galan (Pdl): «La gravità delle parole contro il ministro è indefinibile». Il presidente della Camera, Laura Boldrini: «Un attacco ignobile e terrificante». La collega di governo della Kyenge, il ministro Nunzia De Girolamo: «Parole violente e misogine».
LA VALANDRO, che su Fb voleva commentare un articolo su un presunto tentativo di stupro da parte di un africano, resasi conto del guaio in cui si era ficcata ha fatto sparire la frase dalla bacheca del social network, ma troppo tardi. In arrivo c’è anche la denuncia penale. Ma lei, la Dolly, insiste: «I leghisti passano sempre per razzisti, ma non è vero. Io ho accolto addirittura persone del Congo». Ma ieri sera si è autosospesa da consigliere.
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