Fabriano – La maledizione della statale 76 – Enrico settima vittima dal 2011

cordoglio

Fabriano piange il 44enne Lattanzi – IL DESTINO ha spuntato un altro macabro appuntamento con la morte lungo la strada killer, sempre nel tratto tra Fabriano e Serra San Quirico. Stavolta la vittima è il 44enne fabrianese Enrico Lattanzi mentre era alla guida della sua Lancia in cui viaggiava con la figlia dodicenne che, al momento del tragico impatto frontale con un’altra auto all’interno della galleria San Silvestro, era assorta nel sonno restando miracolosamente quasi illesa. Oggi l’ispezione cadaverica, domani o mercoledì i funerali dell’operaio che, forse per un improvviso malore, avrebbe invaso la corsia opposta. Solo ad inizio 2016, a pochissimi chilometri di distanza nei pressi dello svincolo per Camponocecchio di Genga, un altro uomo aveva perso la vita lungo la strada del sangue dove dal 2011 ad oggi sono ben sette i morti. IMPOSSIBILE contare gli incidenti di varia gravità che hanno portato negli ultimi sette mesi a 50 interruzioni, in pratica una ogni quattro giorni. Un drammatico elenco che ha spinto il sindaco fabrianese Giancarlo Sagramola a scrivere al Prefetto per chiedergli di annullare il provvedimento della Regione in merito la chiusura del punto nascite dell’ospedale cittadino fissata per domenica, in quanto trasferirsi da Fabriano a Jesi per partorire sarebbe troppo pericoloso dovendo giocoforza transitare sulla strada maledetta. ALMENO fino a quando non verrà messa la parola fine sul pasticcio tutto italiano del raddoppio delle corsie che sta trasformandosi in una storia infinita lungo un continuo percorso ad ostacoli. Un’operazione interamente finanziata dallo Stato attraverso la Quadrilatero – società a capitale e controllo pubblico – con fondi subito disponibili tanto da avviare già nel 2011 l’intervento che avrebbe dovuto concludersi nella primavera 2015 concentrandosi proprio sull’estensione della carreggiata in quei 16 chilometri dove ben 5 sono in galleria e l’attuale sede stradale non va oltre i 7 metri e 40 centimetri di larghezza. I LAVORI furono affidati alla Btp che dopo due anni cessò però l’attività. Lungo stop e poi appalto che passa di mano alla ‘Impresa Spa’, ma dopo pochi mesi stessa storia. Altro crac finanziario e altro prolungato blocco dei cantieri. Ora tocca alla ‘Ansaldi’ provarci con un cronoprogramma giocoforza rivisto e corretto che parla di fine 2017 come nuova data di conclusione dell’intervento. Solo il tempo dirà se sia la volta buona: di certo c’è che di sangue ne è stato versato fin troppo perché finalmente il raddoppio diventi realtà. Notizia riferita da Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

Alla famiglia Lattanzi va tutto il nostro cordoglio

Il Borghigiano

a.p.

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