La mamma del 15enne: "Maneggiava sempre quel fucile. Il colpo partito? Potrebbe essere stato un incidente"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ancona, 26 giugno 2015 – E’ tornato in camera operatoria, ieri, il 15enne di Falconara che nelle prime ore di mercoledì si è sparato un colpo alla tempia con un fucile ad aria compressa, dopo essersi chiuso a chiave nella sua cameretta. I medici, dopo il primo intervento per estrarre il piombino dalla testa dell’adolescente, con la seconda operazione hanno voluto abbassare la pressione cranica, che si stava pericolosamente alzando. All’ospedale di Torrette la mamma del ragazzino continua a pregare, affinché le condizioni dell’adolescente si stabilizzino: in questo caso la prognosi potrebbe essere sciolta nel giro di 15 giorni. La giovane madre non si dà pace e non riesce a capire i motivi del gesto, che in base alla ricostruzione degli inquirenti sarebbe volontario. «E’ vero che aveva litigato con gli amichetti – dice con la voce rotta dal dolore e dall’ansia – ma non può essere quello il motivo. A 15 anni capita».

Il ragazzino non aveva mai manifestato l’intenzione di farla finita, anche se nell’ultimo periodo era stressato, tanto che non aveva frequentato la scuola dopo essersi iscritto al primo anno del liceo scientifico Cambi. «Magari ha voluto fare il cretino, non si è reso conto di quanto fosse pericoloso quello che faceva, oppure il colpo è partito accidentalmente», cerca di farsi una ragione la mamma. Il 15enne, però, conosceva bene quell’arma: era appassionato di soft air e maneggiava spesso quel fucile ad aria compressa, stando sempre attento che non fosse carico. «Non avrei mai pensato che un’arma ad aria compressa potesse provocare danni simili – si dispera la madre – ora spero solo che stia meglio e che i danni provocati siano limitati. Solo il tempo potrà dirci come andrà». La notizia di quanto accaduto attorno alle 4 di mercoledì mattina sta tenendo con il fiato sospeso la comunità di Falconara, soprattutto i coetanei dell’adolescente, che lo hanno conosciuto alle scuole elementari e alle medie e che sin dalle ore successive al tragico evento hanno capito chi fosse. Il ragazzino si era trasferito a Falconara 10 anni fa, dopo che la madre si era legata ad un nuovo compagno: stava vivendo un periodo di stress, tipico nell’adolescenza, ma i familiari assicurano che non soffriva di depressione. Tutti confidano nell’abilità dei medici e nel decorso post operatorio, sperando che il 15enne possa presto riaprire gli occhi. 



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