La morte della piccola Sophia, chiesto il processo per tre medici

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 28 giugno 2015 - IL PUBBLICO ministero Cinzia Piccioni ha chiesto il rinvio a giudizio di tre medici del reparto di pediatria dell’ospedale Mazzoni per omicidio colposo, in relazione al caso della piccola Sophia Marcozzi, la bimba di 16 mesi morta il 30 giugno di tre anni fa a causa di un volvolo intestinale. A settembre, dunque, il giudice per le udienze preliminari deciderà se disporre il processo per i tre professionisti.

Una svolta importante, al culmine di una vicenda giudiziaria complessa in cui non sono mancati i colpi di scena. Dapprima, infatti, l’inchiesta fu archiviata sulla base delle perizie disposte dal pm. Sembrava una storia finita, e invece la prima svolta arrivò grazie a Stefano Maccioni, il nuovo avvocato nominato dai familiari di Sophia. «Studiai la perizia dei consulenti della procura – racconta oggi Maccioni – e notai degli errori. Così diedi incarico al professor Guiduccio Ballati della Sapienza di Roma e, sulla base della sua perizia, ottenni la riapertura delle indagini. Il sostituto procuratore Cinizia Piccioni chiese chiarimenti ai propri consulenti, che ribadirono l’assenza di responsabilità dei medici. A quel punto facemmo notare l’ulteriore presenza di errori legati al calcolo delle ore relative al trasferimento della piccola al Salesi e all’esame radiografico cui fu sottoposta. E infine, appunto, sono state chiuse le indagini e ora è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Una decisione che abbiamo appreso con soddisfazione, così come siamo soddisfatti che il gup abbia fissato l’udienza preliminare in tempi brevi».

E LA NOTIZIA è stata accolta come una prima vittoria ovviamente anche da Natalia Ciarrocchi, la mamma di Sophia, che in questi anni ha combattuto una dura battaglia per avere giustizia. «Io e la mia famiglia siamo molto contenti di come si è mosso il nostro avvocato, penso che sia stato fatto un importante passo in avanti. Ho sempre creduto nella giustizia e ho combattuto non solo per mia figlia, che non tornerà più, ma per evitare che ad altri succeda quello che è successo a noi». E sembra quasi un segno del destino che la richiesta di rinvio a giudizio sia arrivata a pochi giorni dall’anniversario di quel tragico 30 giugno. Peraltro, proprio martedì, è in programma a Civitella l’inaugurazione della «Casa di Sophia», un centro di educazione ambientale dedicato alla bimba.



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