La morte di Chiara: via al processo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Sant’Elpidio a Mare, 6 gennaio 2015 – È iniziato ieri nel tribunale di Fermo il processo per la morte di Chiara Massi, la ragazza deceduta a soli 19 anni in seguito a un tragico incidente accaduto il 21 luglio del 2013 sul lungomare Europa, a Porto Sant’Elpidio. Il dramma si era consumato in un pomeriggio domenicale. La giovane stava viaggiando in sella ad una moto condotta dal suo ragazzo, Marco Marabini, quando entrambi sono stati tamponati da un’auto che stava sopraggiungendo e alla cui guida c’era un indiano, Karnjit Singh, ieri difeso dall’avvocato Giorgio Laganà, con il capo di imputazione di omicidio colposo. La prima udienza processuale, per un destino quanto mai amaro e impietoso, si è intrecciata con le condizioni di salute del padre di Chiara, Roberto Massi, che dallo scorso fine settimana, quando è stato sottoposto a un intervento d’urgenza, all’ospedale di Torrette, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva, in coma farmacologico indotto. In mezzo a due drammi di tale portata, che metterebbero a dura prova chiunque, c’è la mamma di Chiara, Monica, che ieri mattina si è presentata in tribunale per assistere all’udienza. Voleva esserci, ma vedendo che l’ora dell’udienza stava slittando ben oltre le 9 inizialmente previste, ad un certo punto ha preferito andare ad Ancona, vicino al marito, approfittando dell’orario di visita.

«È stato un intervento all’aorta molto rischioso – dice l’avvocato Valeria Montecassiano, legale della famiglia Massi al processo – ma sono convinta che una persona come Roberto, che ha affrontato con coraggio certe situazioni, vincerà questa sfida. Ce la farà». Poiché non è stato richiesto alcun rito alternativo, ieri mattina è iniziato il processo e sono stati ascoltati il carabiniere che ha eseguito i primi sopralluoghi sul luogo del tragico incidente, oltre che il ragazzo di Chiara, Marco, testimonianze controesaminate dal legale della difesa. Non è stata un’udienza facile. «Sono momenti difficili, che rinnovano un dolore che non finisce mai – ammette la Montecassiano –. La prossima udienza è stata fissata per il 22 ottobre. Per il momento credo ci sia veramente poco altro da aggiungere. Siamo tutti piuttosto frastornati». Il pensiero corre al padre di Chiara, che giace in un letto di ospedale; alla moglie Monica che veglia su di lui, sorretta dalla fede, confida nell’aiuto del Signore e della sua adorata Chiara, e che ieri ha voluto essere presente sia in tribunale che all’ospedale: nei due luoghi in cui è il suo cuore.

Marisa Colibazzi



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