LA NOSTRA INCIVILTA’ NON CONOSCE SOSTA

(Articolo tratto da L’AZIONE di questa settimana)
si ringrazia il Direttore Carlo Camoranesi per aver dato spazio a questa protesta dei cittadini

DI ANDREA POETA

L’inciviltà è il gravare sul prossimo con il proprio io. E’ la diminuita socievolezza che questo fardello crea (…) La civiltà esiste quando una persona non costituisce un peso per gli altri. Questa frase è stata scritta da Richard Sennett notissimo sociologo Americano che si occupa di vita urbana, del lavoro e di teoria sociale. Il Vandalismo, il far parte di una baby gang, come dice Sennet non è a volte soltanto un disagio, ma è il decidere di essere incivile. L’inciviltà purtoppo è il disagio che viviamo noi residenti del centro storico e vivono anche i commercianti. Siamo stanchi di essere invasi ogni sera da persone che preferiscono offuscare le proprie menti o dietro l’alcool o dietro sostanze stupefacenti e si sentono così, autorizzati a distruggere i contenitori della raccolta differenziata (ad urinarci dentro quando va male), a smontare specchietti retrovisori, rigare autovetture e nei casi più gravi di danneggiare i portoni delle abitazioni. In qualità di Presidente del Comitato del Borgo, tutte le mattine, mi fermano molti residenti sia della mia circoscrizione sia di altre, che mi raccontano le loro problematiche e, quello che emerge è proprio il problema dell’inciviltà del recare danno agli altri a prescindere. Quando l’incivile, si viene a divertire al centro, deve pensare che esso stesso è parte di una comunità, è parte di una società dove la maggior parte delle persone rispetta leggi e regole. Ogni cosa che è in strada sia autovetture sia gli ingressi delle abitazioni sia le attività commerciali, non stanno li per caso per essere vittime sacrificali, sono li grazie ai sacrifici di ognuno di noi, ci sono persone che hanno prestiti in corso per mantenere i propri averi, e tutto questo grava ancor di più sulle spese di una comunità che per guardare al futuro non ha bisogno di incivili, di baby gand e di vandali, ma ha bisogno di certezze e di civiltà. E’ mai possibile che a queste persone non passi per l’anticamera del cervello che sono vittime di loro stessi? L’auspicio degli abitanti del centro storico senza distinzione di colori rionali e dei commercianti, é che si possa trovare una soluzione adeguata e celere per fronteggiare questo fenomeno, in quanto siamo stanchi di convivere con questo stillicidio continuo di spese impreviste causate da un orda di barbari.

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