La Prefettura è salva. "Il Governo ha ascoltato il territorio"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 16 ottobre 2015 –Ci hanno ripensato i ministri Angelino Alfano e Marianna Madia, la strada del risparmio non passa per la chiusura di solo 23 prefetture, tra cui quella di Fermo. Lo hanno dichiarato gli stessi titolari del ministero dell’Interno e della Funzione pubblica, nel corso dell’incontro con una delegazione di parlamentari dei territori nei quali era stata ventilata l’ipotesi di uno smantellamento degli uffici del Governo. Non è stata formalizzata alcuna lista delle prefetture che dovrebbero eventualmente chiudere, così hanno detto i ministri e questo riferisce il parlamentare fermano Paolo Petrini che era nelle delegazione, insieme a Giorgio Zanin del Pd che ha guidato la delegazione e che ha condiviso i risultati dell’incontro.

«I due esponenti del Governo – ha spiegato Petrini – hanno dimostrato grande attenzione alle nostre esigenze e a quelle dei territori, dimostrando di voler proseguire l’interlocuzione avviata per trovare una soluzione comune ai vari problemi. È molto significativo che questa volontà di ascolto e dialogo venga espressa in forma congiunta per i due ministeri implicati dirittamente dall’eventualità dei tagli. Intanto accogliamo con favore la notizia che non sia stato stilato alcun elenco ufficiale delle prefetture a rischio chiusura, pertanto anche in questo senso il tavolo rimane aperto. Durante l’incontro abbiamo sottolineato con forza come si possa ragionevolmente valutare di effettuare tagli all’amministrazione centrale e non nei territori, garantendo quindi allo stesso tempo le esigenze di riorganizzazione e quelle di spendig review».

In realtà il taglio era comparso su una bozza di documento che il Governo aveva trasmesso ai sindacati, tra le 23 prefetture ‘sforbiciate’ anche la nostra, una decisione che aveva scatenato una serie di proteste da parte dei territori, poi arrivate anche in Parlamento. Da qui il dietrofront dei ministri che pare abbiano assicurato di voler trovare altrove i risparmi secondari. Secondo i parlamentari che hanno unito le forze per scongiurare il provvedimento, il taglio delle sedi di cui era stata ipotizzata la chiusura comporterebbe un risparmio di appena 6 milioni, cifra che potrebbe essere oggetto di risparmi nell’intero territorio nazionale e non solo nelle 23 aree di cui sino a oggi si è discusso. «Abbiamo evidenziato – conclude – l’importanza del fatto che lo Stato non arretri, ma continui a garantire la sua presenza soprattutto in termini di sicurezza e servizi al cittadino». La vicenda fermana sembrava ormai avviata verso un destino certo, il risparmio si può fare sugli affitti e anche a livello centrale, senza penalizzare alcuni territori a scapito di altri, in una sorta di guerra tra poveri che non ha vincitori.

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