La protesta non passa: i punti nascita chiudono

donna incinta

IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – AL GRIDOdi «buffone» in aula durante il Consiglio il presidente Ceriscioli ha dovuto difendersi contro il comitato che si oppone alla chiusura dell’ospedale di Tolentino e i tre venuti in protesta da Fabriano, Osimo e San Severino per dire no allo smantellamento dei punti nascita entro l’anno. La reazione del pubblico è scattata quando l’Assemblea ha respinto un ordine del giorno presentato da Romina Pergolesi, M5s, e sottoscritto dai gruppi di opposizione che, riassumendo il dibattito sulla sanità compresa la questione dei punti nascita, chiedeva la sospensione di ogni depotenziamento o modifica in atto nei presidi ospedalieri premettendo che la presenza di servizi essenziali è condizione necessaria per mantenere la popolazione di montagna e nelle aree disagiate. «Si tratta di fare scelte, chi dice e non fa non sono io», ha replicato Ceriscioli mentre il pubblico veniva fatto uscire dall’aula. Una scelta quella di chiudere i reparti sotto i 1000 parti ribadita ieri quando ha ricevuto una rappresentanza del centinaio di mamme e papà con bimbi al seguito in protesta assieme ai tre sindaci di Osimo, Fabriano e San Severino, tutti e tre del Pd. Delusione e rabbia per la fumata nera. «Sono pronto a fare il referendum e a passare con l’Umbria. Mi sono candidato a sindaco perché credo nelle Marche unite ma chi propone di smantellare il nostro ospedale vuole il contrario», ha detto il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, cui si è aggiunto il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni pronto a ricorrere al Tar quando l’atto sarà nero su bianco. «Il presidente non si può trincerare dietro scelte tecniche ed esigenze di sicurezza – ha aggiunto il sindaco di San Severino Cesare Martini –.Manca l’interlocutore vero, la politica. Non è un caso se dobbiamo rivolgerci alla Magistratura». NON ERA presente fisicamente il vescovo di Fabriano-Matelica monsignor Giancarlo Vecerrica ma ha lasciato una lettera a Sagramola: «Amici carissimi che manifestate, siete coraggiosi. Sono certo che il vostro impegno vincerà. Anche coloro che hanno autorità non possono non avere occhi per vedere e cuore per amare». Commovente la testimonianza di Tommaso Fratini, papà fabrianese: «Per un distacco parziale della placenta la mia compagna andava ricoverata subito. Se avesse dovuto raggiungere l’ospedale di Jesi mia figlia sarebbe nata sicuramente morta». Notizia riferita da Silvia Santini IL RESTO DEL CARLINO

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