La residenza mista fa acqua: infiltrazioni nella farmacia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 14 ottobre 2015 – La residenza mista per studenti e anziani di via Mandela (zona Micheletti) fa acqua da tutte le parti e adesso piove anche dentro la farmacia comunale n. 3, al piano terra dell’edificio. La direttrice ha scritto al presidente dell’azienda Farmacie, Carlo Centioni, per chiedere subito interventi che ripristinino le condizioni di sicurezza e questi ha messo la lettera sul tavolo del sindaco. Il problema si è verificato il 10 ottobre, con una parte del locale «allagata – si legge – da una massiccia infiltrazione d’acqua piovana nel deposito e sopra il quadro elettrico». Quello che è accaduto è la punta di un iceberg delle condizioni strutturali dell’edificio di cui l’allagamento della farmacia è l’ultimo campanello di allarme. Il progetto della palazzina è partito con l’amministrazione Mobili e quella Corvatta lo ha inaugurato due anni fa. Un’operazione dal costo di 5 milioni di euro, 2 messi dalla Regione, che nei presupposti doveva ripagarsi da sola con l’affitto degli appartamenti agli studenti dell’Università (poi venuta meno), agli anziani e con gli affitti di uffici e negozi.

Il piano di rientro prevedeva un introito annuo dagli affitti di circa 220 mila euro. Ma i canoni tanto calmierati non erano e di inquilini non se ne sono trovati. Anche perché in alcuni locali della struttura sono comparsi subito fenomeni di infiltrazioni di acqua e ci sono parti dell’edificio che non hanno l’agibilità e non possono essere locate. Insomma, un’operazione flop costosissima per il Comune che per finanziare il progetto si imbarcò in un contratto di leasing della durata di 30 anni, dal 2012 al 2042, con il versamento di una rata di 239mila euro l’anno. Alla scadenza del contratto sarà di 7.194.000 euro l’importo uscito dalla casse comunali e al momento senza alcun ritorno. Anche i revisori dei conti di Palazzo Sforza, nella relazione allegata al bilancio 2012, bocciarono il meccanismo finanziario scelto per reperire le risorse, perché attraverso il leasing veniva indebitato il Comune, aggirando il patto di stabilità. Ad oggi nell’edificio risultano occupati solo i locali che al piano terra ospitano la farmacia comunale e quelli assegnati all’Università di Camerino. Per il resto tutto vuoto. Un monumento allo spreco.

 

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