La rinascita dello stadio non si ferma alla Sud

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Ascoli, 27 settembre 2014 – SI COMINCERÀ dalla curva Sud, il cuore del tifo bianconero e settore che ha il più urgente bisogno di interventi. Il Comune ha messo sul piatto 2,5 milioni all’interno del programma triennale dei lavori pubblici, collocando il recupero strutturale della Sud nel 2015, da finanziare attraverso un mutuo. Da qui a concepire un nuovo stadio il passo è tutt’altro che breve, anche in considerazione del fatto che le idee sono tante e molto diverse: c’è chi ne vorrebbe uno in periferia da tirare su da zero, chi guarda con interesse all’area ex Carbon e chi, forse più realisticamente, punta a mantenere il Del Duca dov’è ma con un aspetto tutto nuovo.

Il Comune nei mesi scorsi si era mosso anche con un avviso pubblico per la rigenerazione dello stadio, nel quale si invitavano i soggetti privati interessati a presentare uno studio di fattibilità, corredato da un piano economico-finanziario.

QUINDI tre giovani architetti ascolani, Albano Rubicini, Francesco Santini e Fulvio Cantalamessa hanno elaborato un loro progetto, che prende le mosse dalla tesi di laurea del primo dei tre, che prevede qualcosa di più di una semplice rigenerazione: un intervento profondo che andrebbe a trasformare lo stadio ascolano in una struttura totalmente coperta da circa 20mila posti, che funzionerebbe tutti i giorni della settimana grazie ad una serie di spazi da adibire ad esercizi commerciali e per i tifosi, ma non solo. Una riconfigurazione che avverrebbe step by step, per un costo complessivo valutabile in circa 30 milioni.

DA PARTE SUA, il Comune in queste settimane sta valutando come muoversi: quella che il sindaco Castelli ha definito «la versione small delle nostre ambizioni» si basa sulla progettazione diretta e l’uso dei 2,5 milioni per ricostruire la curva: «la soluzione più semplice ma meno intelligente». L’alternativa che l’amministrazione sta vagliando in queste settimane è decisamente più complessa e si inserisce in un discorso che comprende il ricorso a fondi immobiliari di investimento. In questo modo, si andrebbe a concepire un progetto più ampio rispetto alla semplice ricostruzione della curva, basato su un piano economico finanziario ben preciso: con questa opzione, la società sportiva sarebbe sostanzialmente l’utilizzatrice della struttura, con il conseguente pagamento di un affitto commisurato al piano economico – finanziario. Terza ed ultima opzione, il project financing per il quale però è necessario un promotore ‘forte’.

 



 

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