La rivoluzione del commercio in centro, bar e ristoranti si bevono la moda

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Civitanova, 9 novembre 2014 - Cambia pelle il commercio del centro dove chiudono le vetrine storiche e al loro posto sorgono cocktail bar, birrerie e pub, ristoranti, kebab, pizzerie. Cappuccino e apericene imperversano, rimpiazzano la vocazione storica del quadrilatero dello shopping che, galeotta la crisi economica, ha definitivamente perso la fisionomia che fino a pochi anni fa ne faceva la via Condotti delle Marche.

Una rivoluzione cominciata con le prime saracinesche abbassate nel 2010 e marchi importanti, come Benetton, che se andarono. Spopolamento via via rimpiazzato dal sorgere di locali pubblici. Che sia in atto una rivoluzione lo dimostra il fatto che oggi sono in programma due inaugurazioni lungo corso Umberto ed entrambi a carattere mangereccio. Taglio del nastro questo pomeriggio al nuovo Delicius Seafood e al Ciauscolo.it. Il commercio punta tutto sul cibo in una città che sta dimostrando di saper assorbire il proliferare di locali pubblici, che si aggiungono a quelli presenti già da anni e non sono pochi. Il «la» a questa tendenza lo ha dato l’apertura del Donoma, ristorante e discoteca capace di attirare gente da tutta la regione e simbolo di una movida che tutto l’anno ruota attorno alla città.

Convivono i locali, uno accanto all’altro, e basta guardare quanto sta accadendo sul vialetto nord di piazza XX Settembre per capire come panini, aperitivo e gelati stiano velocemente rimpiazzando scarpe e abbigliamento. In quel segmento di strada sono spuntati tre nuovi locali – gelateria, cockail bar, hamburgheria – nel giro di pochi mesi, soppiantando vetrine di calzature, camicerie e abbigliamento. Un fenomeno che non si arresta. Molti di questi nuovi ‘inquilini’ del centro sono giovani imprenditori. «Innanzitutto va detto che chi apre una attività commerciale di questi tempi ha molto coraggio» premette Claudio Pini, presidente dell’associazione balneare Abat e da anni voce del commercio. «Sono molto contento – aggiunge – di tutte queste aperture. Sono segno di vitalità e nell’ottica di una città turistica come è Civitanova non può che far bene alla nostra economia». Un mutamento che sta cambiando volto al commercio del centro e non solo. Perché anche in periferia qualcosa si muove. Chi prevedeva la morte del centro della città con la nascita dei megastore nella zona Aurora ha avuto torto. Alcune vetrine hanno patito il colpo e chiuso, ma il commercio è riuscito a rigenerarsi, a dispetto di scelte politiche mancate e, a volte, della miopia delle stesse categorie di settore.



 

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