"La sovrintendenza deve bloccare l’abbattimento del Bramante"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 14 novembre 2014 – L’accelerazione in Comune per portare a compimento la valorizzazione dell’ex Bramante ha rimesso in moto la raccolta firme per salvare l’edificio dall’abbattimento. La petizione è partita la scorsa primavera, quando Matteo Ricci, da presidente della Provincia e candidato sindaco, annunciò la sua idea di venderlo al privato senza vincoli di tutela urbanistica. Tra coloro che vorrebbero salvarlo dalla demolizione, il consigliere comunale e segretario provinciale di Forza Italia Alessandro Bettini, che chiede l’intervento della Sovrintendenza. Consigliere, faccia l’appello. «Sento parlare di demolizione totale dell’edificio. Resto stupito che a Pesaro si possa abbattere impunemente un edificio storico mentre in altre realtà come Ancona o Fano la Sovrintendenza è tanto attenta ai dettagli e si scandalizza per due tavolini nelle vie del centro. Chiedo alla Sovrintendenza che ci ripensi e ponga i vincoli almeno sulla facciata».

Secondo il sindaco Ricci, l’ex Bramante non può definirsi un bel palazzo.

«Il gusto non conta, ciò che è bello in un’epoca non lo è in un’altra. Quell’edificio è la testimonianza di un tempo e non possiamo cancellarlo perché non piace al sindaco. Inoltre, fa parte dell’identità cittadina. Quanti pesaresi sono andati a scuola lì? E’ un luogo della memoria. Di fatti, non lo chiamiamo indistintamente palazzo, ma ex Bramante. E poi, ad abbatterlo e ricostruirlo si rischia di trasformarlo nell’ennesima incompiuta».

Perché?

«Mi pare di aver letto che sotto si trovano i resti di un teatro romano e se fosse vero non si potrebbe realizzare il parcheggio interrato».

Mi sembra di capire che non sarebbe contrario ad una ricostruzione, purché si salvi la facciata.

«Almeno quello. Ma condivido la preoccupazione del consigliere Giovanni Dallasta che l’ex Bramante rischia di trasformarsi in un mega condominio a due passi dalla zona mare. La cosa migliore sarebbe lasciarci gli uffici comunali (Urbanistica, Suap, ndr)».

Ma la Provincia ha inviato più di una lettera di sfratto al Comune…

«Tutta questa fretta dell’amministrazione comunale a portare a compimento l’operazione è sospetta».

Cosa intende dire?

«Con l’abolizione delle Province è probabile che molti immobili tra cui l’ex Bramante passino al Comune, che quindi potrebbe mantenervi gli uffici senza pericolo di sfratto. Così abortiamo questo progetto urbanistico che tanto piace alla sinistra. E all’ex Tribunale di via San Francesco potremmo allestire quel Museo della città che sostengo da anni e che ha ottenuto apprezzamenti da piùparti. Quindi, perché correre? Il sindaco sembra che ragioni ancora come presidente della Provincia..

L’idea di valorizzare l’ex Bramante è sua.

«Ma il palazzo è della Provincia e, al massimo, dovrà essere il nuovo presidente ad occuparsi della sua vendita. Invece Ricci dice vendo e faccio».

Insomma vuole fare tutto lui?

«Sembrerebbe così a vedere quello che succede. Tagliolini, che si è giustamente arrabbiato per la storia dell’istituto agrario a Fano, dovrebbe dire che spetta a lui parlare con la Cassa Depositi e Prestiti che avrebbe espresso un interessamento all’acquisto. Che Ricci pensi a fare il sindaco».

Lei sosteneva che voleva copiare il vostro programma.

«Sbaglierebbe di meno. Ha già abbandonato l’università e ora vorrebbe abbandonare anche le scuole».

Si riferisce al consenso all’avvio di un biennio di agrario a Fano?

«Non si è mai visto un sindaco che anziché difendere le scuole della città si impegna per smembrarle. E poi ad abbaterle…».



 

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