La storia dello Sferisterio marcisce, ecco il cimitero delle scenografie

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 12 gennaio 2106 – Colonne, sfere gigantesche, scale, scaffali, sbarre, imbracature, tutto accatastato, ammassato alla meno peggio e coperto da uno spesso strato di guano. E’ il deposito delle scenografie dello Sferisterio (FOTO) che si trova al Foro Boario di Villa Potenza, un luogo spettrale, dimenticato, da dimenticare. Se non fosse che quello che c’è dentro è materiale che è stato profumatamente pagato da tutti noi.

Lo Sferisterio ha più di un magazzino, uno alla Pace, uno a Sforzacosta e uno a Villa Potenza. Quest’ultimo accoglie i resti degli scenografici allestimenti delle stagioni liriche di 25, 20, 15 anni fa. Il deposito però è in pessime condizioni, le porte sono mezze rotte ed è facile che animali di varia taglia possano entrare e trovare un riparo.

In alto, le finestre sono andate in pezzi, cosa che ha oltremodo agevolato i piccioni, che infatti affollano l’interno della struttura. La massiccia presenza di volatili non ha favorito le condizioni igieniche del locale, che è veramente lurido per i mucchi di deiezioni che si vedono ovunque. Quello che c’è dentro è diventato assolutamente irrecuperabile e inutilizzabile, buttato, sprecato: da lì sarà difficile poter recuperare qualcosa di utile, anche in vista di una valorizzazione della storia dello Sferisterio. «Purtroppo questa è la conseguenza di quanto accadeva anni fa – spiega il sindaco Romano Carancini – quando si acquistavano scenografie senza badare troppo al risparmio, al rispetto dei preventivi, e poi l’ammortamento dell’investimento si spalmava sui bilanci di venti o trenta anni. Il bilancio dell’Arena ha ancora 200mila euro di ammortamenti del passato, e ne avremo fino al bilancio del 2022: risorse che si sarebbero potute usare per altre cose».

«Questo – prosegue Carancini – non consente neppure di smaltire quelle vecchie strutture, perché sono state considerate investimenti e noi non possiamo eliminarle. Oggi non si fa più così, la spesa è più controllata, non ci sono gli sforamenti di budget che si facevano in passato, si pensa a scenografie che possano essere riusate anche nei teatri e si cerca anche di riutilizzare il materiale di scena degli anni passati, conservato negli altri magazzini».

Il sindaco anticipa che, al di là dello stato di abbandono e degrado di quello che è al Foro Boario, un progetto per non disperdere la storia dello Sferisterio c’è. «Ma non parliamo di un museo, che sarebbe improponibile: per mostrare la palla della Turandot ci vorrebbe uno spazio immenso, e poi avrebbe senso mostrare due scenografie e cinque vestiti? Quello che abbiamo pensato, e che presenteremo a breve, è un progetto all’interno del Distretto culturale evoluto, con immagini della storia dello Sferisterio, delle opere, sfruttando alcuni spazi che dovremmo avere tra poco». Intanto, al Foro Boario vanno persi quintali di materiali che stiamo ancora pagando.

Paola Pagnanelli

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