La vera calamità

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 28 marzo 2016 – Tra martedì e mercoledì si è abbattuta sulle nostre martoriate terre una calamità naturale. Si chiama pioggia. Noi l’avevamo sempre considerata una cosa normale: ogni tanto piove, e ogni tanto piove un po’ più del solito, soprattutto d’inverno ma anche a marzo che, come tradizione e detti popolari insegnano, si piega malvolentieri alle previsioni. E invece i nostri amministratori ci hanno spiegato che quella di quattro giorni fa è stata una calamità. Tanto che la Provincia ha chiesto alla Regione di fare in modo che la Protezione civile dichiari lo stato di emergenza per il Piceno. Per capire come stanno le cose, bisogna guardarle non con gli occhi di chi sta dentro ai palazzi, ma con quelli di chi tocca la realtà con mano. L’esempio più eloquente arriva da Massignano, dove il comitato degli alluvionati ha fatto giustamente notare che il Menocchia è straripato esattamente nello stesso punto in cui straripò anche nel 2011, nel 2013 e nel 2015. E’ la quarta volta, insomma, ma è ancora peggio perché i lavori di consolidamento degli argini erano finiti 24 ore prima delle piogge.

Per non parlare, poi, di Quintodecimo, dove tre massi incombono sulle abitazioni già prima del maltempo di questa settimana e non si riesce a capire ancora cosa si debba fare per rimuoverli. Il problema è sempre lo stesso: in Italia, e ovviamente anche qui nel Piceno, trasformiamo la normalità in emergenza perché non siamo in grado di prevenire i problemi che può causare una normale pioggia di fine marzo. E del dissesto idrogeologico ci ricordiamo solo quando si addensano nuvoloni sulle nostre teste. A meno che non si voglia considerare prevenzione quella che fa, per esempio, un carrozzone di vecchia data come il Consorzio di bonifica che campa con una tassa assurda di cui non ci si riesce a liberare. E allora, cari amministratori, prima di chiedere lo stato di calamità pensateci bene. Perché la verà calamità siete voi.

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