Laboratori analisi, è guerra aperta: “Budget finito”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 5 settembre 2014 – Laboratori analisi privati nuovamente aperti ieri dopo lo sciopero e il sit-in, convocato lunedì scorso sotto le finestre di Palazzo Raffaello, che ha segnato la ripresa delle trattative con la Regione. «Se non una vittoria, è almeno una apertura di credito verso le 50 strutture private convenzionate marchigiane, che impiegano oltre 300 addetti — spiega Paolo Sarlo, titolare del laboratorio Gamma di Fano e membro del direttivo di Federbiologi -. Adesso ci auguriamo che l’assessore Mezzolani ci convochi, come promesso, entro 10 giorni e si arrivi ad un accordo che restituisca a noi la possibilità di lavorare e ai pazienti un punto insostitubile di supporto sanitario».

Da tre mesi i laboratori analisi lavorano senza un soldo per le prestazioni in convenzione: «Il budget assegnato dalla Regione è finito nel mese di maggio — spiega Sarlo -. “E’ stato così anche l’anno passato, solo che è accaduto nel mese di luglio. Capita perchè l’ente regionale copre poco più della metà degli esami in convenzione, che nel 2013 sono costati 12,5 milioni di euro sui 7 riconosciuti. Non possiamo continuare a lavorare in questo modo».

In attesa di trovare l’accordo, i privati si stanno comportando così: «Ai pazienti che sono esenti da ticket chiediamo 10 euro come una-tantum per le prescrizioni fino a otto esami, indipendentemente dalla loro natura, anche se il prelievo costa da solo 6 euro e la spesa complessiva, tra reattivi e materiale vario, può arrivare a 36 euro — spiega Sarlo —. Lo facciamo per venire incontro ai nostri pazienti, in maggioranza pensionati.

Ma anche per non fare discriminazioni tra chi paga, e può andare dove vuole, e chi non paga ed è costretto a rivolgersi al pubblico dove le liste di attesa sono di diversi giorni. E’ chiaro, però, che non possiamo andare avanti a lungo così: dobbiamo pagare il personale e siamo obbligati a rispettare certi standard per i quali affrontiamo costi elevati». Oltre all’assegnazione finanziaria, sul tavolo della trattativa c’è anche il piano di riordino dei laboratori analisi privati: «La Regione ha recepito l’accordo Stato-Regioni a modo suo — si lamenta Sarlo  -. Ci ha presentato una bozza di regolamento, che contestiamo, secondo la quale le strutture che fanno meno di 200mila esami annui devono accorparsi. In pratica, per ottenere l’accreditamento, nelle Marche restebbe in piedi un’unica struttura. Una scelta che non riconosce il lavoro che facciamo, né salvaguarda il principio di libera scelta di diagnosi e cura, cardine riconosciuto dalla legge 502».



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