L’addio a Sara Buccolini: "Lasci un vuoto immenso"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 24 marzo 2016 – «SARA nella Bibbia significa principessa. E sono certo che la Madonna è andata incontro alla nostra principessa per accoglierla nei cieli». Così il vescovo Nazzareno Marconi, che esprime con un messaggio la sua vicinanza alla famiglia Buccolini. Si è svolto oggi pomeriggio il funerale della 21enne, nella chiesa di San Vincenzo Maria Strambi a Piediripa, celebrato da don Franco Pranzetti. Alla funzione hanno partecipato centinaia di persone, tra parenti, amici della ragazza e dei familiari, conoscenti. La ragazza si è spenta nel primo giorno di primavera, dopo 24 ore di agonia: non si è ripresa dal malore che l’ha colta sul traguardo della Family Run, la maratona amatoriale di 6,5 chilometri a cui ha partecipato domenica a Ferrara, città in cui Sara studiava architettura, iscritta al secondo anno. Un dolore composto quello dei genitori di Sara, Silvano e Giuliana Papa, e delle sorelle, che trovano anche la forza di sorridere l’una all’altra. Poche lacrime, ma tantissima commozione. «Un mese fa – legge un’amica, Esther – mi avevi proposto di andare a fare un viaggio insieme. Com’è possibile che hai deciso di non aspettarmi? Dopo tutte le volte che io ho aspettato te, ai Cancelli. Sei partita, da sola. Testarda che non sei altro. E probabilmente sei andata nel posto più bello che ci sia. Dai, rimboccati le maniche, che si aprono le danze. Anzi, le danze non si sono mai chiuse». «Non sembra vero che sia successo – dicono le amiche di Sara -, stiamo ancora qui ad aspettarti. Hai lasciato un vuoto immenso. Siamo state fortunate ad averti conosciuta. Insieme, siamo una famiglia, siamo quattro sorelle che si sono scelte. Ti amiamo. Amiamo la tua testaccia dura, cocciuta. La tua sbadataggine, per cui perdevi il cellulare un giorno sì e un giorno no. La tua dolcezza, la tua bontà. Tutto l’amore che abbiamo per te, adesso puoi sentirlo. Tu ora sai già tutto, ma noi, adesso, abbiamo bisogno di parlarti, ora più che mai». Appoggiato sulla bara, un biglietto colorato: «Ti voglio bene zia. Sarai sempre nel mio cuoricino. Con affetto, Fate e Folletti». Fuori della chiesa, all’uscita della bara, hanno fatto volare in cielo palloncini bianchi e celesti.

Leggi la notizia integrale su:

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Maltempo: presidente Provincia Macerata, stato emergenza Successivo Tumori, la Fondazione Veronesi premia un ricercatore di Urbania