Ladri al porto fanno razzìa di piombo e i vongolari pensano alle ronde

Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Civitanova Marche, 26 agosto 2014 – Non ci sono solo i ladri di rame, ma anche quelli di piombo. Ne sanno qualcosa i vongolari “sudisti” di Civitanova. Più d’una, tra le 25 barche della loro flotta ormeggiata sul versante nord della banchina “Gasparroni” del nostro porto, è stata bersagliata e spogliata di tale specifico metallo negli ultimi giorni. Questa è una fase di fermo lavorativo per i vongolari (lo stop è cominciato a metà giugno e si protrarrà fino a metà settembre) e così qualcuno dei depredati, non dovendo esplorare sistematicamente la sua turbosoffiante, s’è accorto del furto solo a distanza di giorni.

È sparita nel complesso, come fosse volatilizzata, almeno una decina di quintali di roba. Ma le stime sono probabilmente in difetto. Ieri mattina, sul molo, l’equipaggio del “Nina” segnalava la scomparsa di due quintali del metallo, per un danno economico prossimo ai mille euro. Il piombo è utilizzato più che altro nelle zavorre. Ed è lì che i ladri sono andati ad attingere per mettere a segno il colpo. «Deve essere una banda ben organizzata — ci dicevano ieri i vongolari — perché quel materiale lì pesa, e molto. Servono almeno tre o quattro uomini per spostare la refurtiva dalla barca alla banchina ed evacuarla dal porto».

Sembra impossibile che siano stati fatti “viaggi” del genere, senza che nessuno se ne accorgesse. Eppure è andata proprio così. Funzionassero come Dio comanda le telecamere dell’area portuale, sarebbe un gioco da ragazzi scoprire i colpevoli. Negli anni passati pescherecci, vongolare e cozzare subirono di tanto in tanto furti di altro genere. Venivano rubate per lo più le attrezzature di bordo, a cominciare dai radar e dalle radio.

Ma il piombo è una “new entry” assoluta. I vongolari sono preoccupati: «Probabilmente — butta lì qualcuno — organizzeremo un servizio di vigilanza, o magari ronde vere e proprie. Non abbiamo nessuna intenzione, specie in questi tempi di vacche magre, di farci spogliare e beffare da gente con pochi scrupoli».



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