Ladri in casa dei giocatori della Fileni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Jesi (Ancona), 8 febbraio 2015 – Ladri in casa dei giocatori della Fileni, mentre loro si allenano al vicino palasport, per ben due volte in tre giorni. “Ti entrano in casa per ben due volte in appena tre giorni, con grande facilità frugano tra le tue cose personali. Poi, senza che nessuno si accorga di nulla, si dileguano. E’ disarmante”. Sono le parole di Alessandro Procacci, play maker romano della Fileni basket che dall’agosto dell’anno scorso abita con altri due ragazzi in via Paradiso, zona colpita da diversi raid ladreschi nell’ultima settimana. Ladri acrobati, ma a quanto pare poco esperti.

“Venerdì tra le 18 e le 19,30 sono entrati dal balcone al secondo piano arrampicandosi e rompendo il vetro della finestra. Io ero ad allenarmi a poche centinaia di metri da qui al Palatriccoli di via Tabano, proprio come tre giorni fa, quando sono entrati dalla stessa finestra scardinandola. Una volta dentro hanno preso 30 euro, un joystick della playstation e un paio di occhiali. Stavolta – racconta ancora – entrati dalla stessa finestra avevano una mola elettrica e hanno cominciato a tagliare la cassaforte, non accorgendosi però che era aperta, oltrechè vuota. A quanto pare non erano molto esperti”. Procacci era in campo quando è stato chiamato da uno dei dirigenti che lo informava che a casa sua c’erano gli agenti del commissariato, perché c’era stata una seconda ‘visita’. Uscito dal campo e corso a casa ha subito capito che si trattava della stessa mano del colpo precedente. Stavolta i malviventi si sono barricati in casa, chiudendo le porte da dentro per scongiurare incontri sgraditi. A metterli in fuga un ragazzo che abita in un appartamento vicino, ma all’arrivo degli agenti, i malviventi si erano già dileguati saltando dallo stesso terrazzo da cui erano entrati.

Tre giorni prima probabilmente gli stessi malviventi, non hanno vistato solo casa del play maker 20enne, ma anche l’appartamento nello stesso palazzo al piano terra dove hanno arraffato oro e contanti e altri due appartamenti poco distanti. “Credo che la prima volta – aggiunge il giovane giocatore di basket – avessero visto la cassaforte, così hanno pensato bene di tornare con la mola. Ma non si sono neppure accorti che era aperta e non conteneva nulla. Non è corretto dire che abbiamo paura – aggiunge Procacci – perché vengono quando non c’è nessuno in casa, però è davvero spiacevole che possano entrare con così tanta facilità e appropriarsi delle tue cose”.  



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