L’allarme: «Clima di paura, più controlli sul territorio»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 4 gennaio 2015 - La questione sicurezza è un nervo scoperto di Civitanova e più in generale dell’intera provincia. Anche gli artigiani e i piccoli e medi imprenditori della Cna lanciano un appello a tutte le forze dell’ordine, affinché intensifichino la vigilanza e incrementino la dotazione di uomini e mezzi nel Maceratese. Non solo nelle città, ma anche nelle zone artigianali e industriali. Esprimendo la sua contrarietà alle ronde e alla «giustizia fai da te».

«Questa statistica, pur allarmante per il numero di reati, non dice tutto – il giudizio del direttore della Cna provinciale Silvano Gattari – perché in molti casi di reati minori, come i piccoli furti o borseggi, le truffe e le frodi, i cittadini neanche denunciano più, rassegnati all’impunità dei malfattori. La riprova sta nel tentativo di difendersi da soli con impianti antintrusione, magari con il ricorso alle armi. La percezione di insicurezza è decisamente superiore a quello che dicono le statistiche, con episodi di danneggiamenti, intrusioni nei capannoni, atti vandalici, piccoli furti che mettono a dura prova i nervi dei nostri imprenditori e li fanno vivere in un costante clima di paura e di incertezza».

«Un numero crescente di soggetti deboli – sottolinea Gattari – viene risucchiata nell’illegalità dal procedere della recessione. Non solo con furti, scippi e borseggi, ma anche attraverso episodi crescenti di raggiri di piccolo importo, piccole frodi in commercio, spaccio di banconote false, bancarotte e fallimenti programmati per non pagare fornitori e creditori. Da non trascurare le truffe via web e nelle transazioni con la moneta elettronica. Sono sempre di più i delinquenti da strapazzo, poco più che ruba galline che però mandano in rovina tanti commercianti, industriali, artigiani, piccoli esercenti». La Cna della provincia di Macerata richiama tutti gli enti e le autorità preposte a trovare soluzioni adeguate.

«Noi siamo pronti a collaborare per concorrere a rendere più sicure le città e aree produttive – conclude Gattari – vigilando con la nostra rete di piccoli imprenditori diffusi sul territorio per mantenere un tessuto sociale sano e coeso, e segnalando tempestivamente situazioni di illegalità e di degrado. Ma la parte più grande deve farla lo Stato, facendo sentire la sua presenza sul territorio».

 



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