Lanciano sassi dal ponte e rischiano il linciaggio

sassi e bottiglie carabinieri

IL BORGHIGIANO FABRIANO © IL BLOG – Si tratta di un 15enne e un 17enne, originario del Senegal il primo della Polonia il secondo. LANCIO di pietre e bottiglie, il folle gioco avrebbe potuto trasformarsi in tragedia martedì sera all’ora di cena: Almeno tre le auto colpite e danneggiate, traffico bloccato, sfiorata una ragazzina che transitava sul viadotto di via XX Luglio ( viadotto accanto al parco del Ventaglio). Ma hanno rischiato il linciaggio i due ragazzini bloccati e denunciati dai carabinieri.  Il terzo è in via di identificazione: gli automobilisti li hanno insultati e rincorsi, aiutando i carabinieri a bloccarli e portarli in caserma per la denuncia (a piede libero per danneggiamento aggravato entrambi, il più grande anche per spaccio). Il 17enne aveva anche hashish e marijuana nello zainetto. Poco prima delle ore 20, due telefonate al 112: automobilisti segnalavano un ripetuto lancio di pietre sul viadotto di via XX Luglio. Rincorsi e raggiunti due dei tre giovani, sono scattate le perquisizioni: nello zaino del 17enne 8 grammi di hashish e uno di marijuana e un bilancino di precisione. Nel muretto le pietre accatastate e pronte per essere lanciate, insieme a una bottiglia di vetro. «Scendevo via XX luglio quando ho sentito un tonfo alla carrozzeria della mia auto, come se un grosso masso fosse caduto da sopra – riferisce il gommista Andrea Giardinieri – ricordando il fenomeno dei sassi dal cavalcavia. Ho alzato gli occhi mentre altre auto, colpite, arrestavano la corsa, li ho visti che fuggivano e non ho esitato, insieme ad un altro signore a ricorrerli verso il centro commerciale La Fornace. Dopo mezzo chilometro che li rincorrevamo, hanno saltato il torrente, uno di loro si è anche fatto male e dall’altra parte, pronti a bloccarli, c’erano i carabinieri. Avrebbero potuto causare una tragedia, se non è tentato omicidio questo! – esclama infuriato –. Mi hanno detto che non li hanno rinchiusi in carcere, torneranno a colpire. Ho una figlia giovane e da qualche anno ho paura a farla uscire, paura di persone che crescono senza educazione come queste. Non siamo più scuri, né c’è giustizia per chi compie reati così gravi». «Era un gioco» hanno detto in caserma i due uno dei quali avrebbe tenuto un atteggiamento da sbruffone anche in caserma. Colpite e danneggiate anche seriamente con questo folle gioco tre autovetture (una VolkswagenW Touareg, una Renault Clio e una Polo), fortunatamente nessun ferito. Sfiorata una ragazza in scooter, senza casco: si è fermata, per lo spavento, a pochi metri dalla sassaiola. FONTE IL RESTO DEL CARLINO JESI

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