L’ateneo stringe la cinghia. E l’ex sanatorio resta in agonia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 4 novembre 2014 – Sarebbe dovuta diventare la sede di una «Scuola Normale», sul modello di Pisa, con tanto di aule per le conferenze e decine di alloggi per studenti, immersi in un parco di cinquemila metri quadrati. La triste realtà è invece quella di una serie di edifici diroccati e di un’area verde abbandonata (VIDEO), che qualcuno ha pensato bene di trasformare in discarica a cielo aperto.

È una ferita che brucia da diversi anni quella di Villa Lauri a Macerata. Dietro i muri di cinta scrostati e i cancelli arrugginiti è nascosto un patrimonio (comprato nel 2001 dall’Università di Macerata per 5,8 miliardi di vecchie lire) caduto in rovina. Fino alla fine degli anni ‘60, il complesso ospitava il sanatorio cittadino: un insieme di edifici (villa, portineria, magazzini, spazi per uffici, garage) per oltre 4.200 metri quadrati. Il tutto all’interno di un grande parco, con tanto di sentieri e percorso botanico. Debellata la tubercolosi, il sanatorio chiuse i battenti e, salvo una superficiale ristrutturazione negli anni ‘90, il complesso fu sostanzialmente abbandonato a se stesso. Vi rimasero alcuni uffici della Provincia (all’epoca proprietaria di Villa Lauri), mentre il parco fu aperto al pubblico a intermittenza, l’ultima volta nel 2005. La svolta sarebbe dovuta arrivare con la vendita dalla Provincia all’Università. È alla fine del 2001 che il complesso, non senza polemiche politiche, passa di mano. Dopo una valutazione iniziale di 7,5 miliardi di lire, l’affare si conclude per meno di sei miliardi.

I progetti dell’ateneo sono ambiziosi: l’ex sanatorio dovrà ospitare un collegio per studenti universitari (81 posti letto), uffici, spazi per attività culturali, di didattica e ricreativi. Il parco, invece, dovrà essere sistemato e messo a disposizione dei maceratesi. Nell’estate del 2002, si stima che per l’operazione serviranno 2,2 milioni di euro. Passano gli anni, ma del cantiere non c’è neanche l’ombra. Nel 2005 il parco apre al pubblico, ma poco dopo i cancelli verranno chiusi nuovamente. Un piano di recupero in grande stile viene rilanciato nel 2009, quando dal Ministero dell’Istruzione vengono stanziati quattro degli otto milioni necessari per fare di Villa Lauri la sede della Scuola universitaria di Studi superiori. I vertici dell’ateneo spiegano che i lavori potrebbero partire già nel 2010. Resteranno annunci al vento: arriva la crisi e anche l’Università torna a più miti consigli. L’investimento è troppo impegnativo, meglio soprassedere. Nel frattempo però l’usura del tempo e la mano dell’uomo continuano a fare danni. Nei vari edifici del complesso, i cartelli affissi dall’Università avvertono che c’è il rischio di crolli. Chi si avventura all’interno lo fa a proprio rischio e pericolo. La struttura principale sembra reduce da un bombardamento. Alla faccia della «Scuola Normale».



 

Precedente Giallo a Urbino, studentessa universitaria trovata morta nel letto Successivo Lite per il prestito. Cliente esplode un colpo di pistola