Latrine a cielo aperto in centro. ‘Incontinenti’ assaltano i vicoli

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 16 giugno 2015 – Il triangolo delle bermuda… calate. Ascoli centro: rua Pietro della Scala, via Aquila e via Antonio Miliani, meriterebbero l’Oscar come latrine a cielo aperto per tanfo e macchie di urina sull’asfalto. L’arredo urbano invece in rua della Carità è costituito da bottiglie di birra e vetri rotti distribuiti ai lati della strada. Questa è la situazione di fronte alla quale ci siamo trovati domenica 7 giugno. Insieme con una nostra lettrice, Gabriella Roberta Gracinella, che ci aveva segnalato forti situazioni di degrado nelle diverse zone del centro, abbiamo deciso intorno alle 10 di incamminarci, di rua in rua, per verificare con il nostro naso se davvero gli ascolani, colpiti dall’incontinenza del sabato sera, usassero la città come gabinetto a portata di mano.

 

In via Aquila e in via Miliani sembra che alternative civili non ci siano. Nel primo caso non rimaniamo stupiti: quale ascolano non sa che lì dietro molti ragazzi vanno svuotare la propria vescica? E anche una persona ignara di questa malsana abitudine non avrebbe difficoltà a intuirlo dalla fragranza che aleggia nell’aria in modo costante già a distanza di metri.

Nel secondo caso, già da via Pretoriana un olezzo di urina, reso più intenso dal caldo, riempie le nostre narici. Ciò che ci troviamo di fronte è indescrivibile. Pozze di pipì si alternano a sampietrini impataccati che sembrano aver preso un colore scuro indelebile. Non è possibile rimanere a lungo in questa via. Ma incontriamo Pietro Caponetti (guarda la videointervista). «Parcheggio tutte le mattine il motorino qui – dice –. Soprattutto il sabato c’è pipì da tutte le parti. Per fortuna ogni mattina vengono a pulire e disinfettare. La soluzione per evitare questa situazione disgustosa? Si potrebbero installare delle telecamere e multare gli incivili. Serve un’ordinanza che preveda delle sanzioni».

Antonella, che preferisce rimanere anonima e non farsi fotografare per paura di ritorsioni, è una ragazza abita in via dei Conti, una traversa sul lato opposto di via Pretoriana. «Casa mia è una latrina – si sfoga – sia per ragazzi che per cani. Ho visto dalla finestra una ragazza urinare in strada con i miei occhi. Era 30 maggio. E ogni sabato la storia si ripete con l’aggiunta di urla e fracasso anche fino alle 3:30. Per non parlare di quando in città ci sono degli eventi. In quell’occasione ogni rua diventa un posto buono per esaurire i propri bisogni». Non troppo distante da lì, c’è rua Vannini che, quanto a puzza, non è da meno rispetto ad altri vicoli.

Mentre ammiriamo il tratto iniziale di via Pretoriana invasa da cicche, una cittadina si avvicina. Vuole che sia reso noto solo il nome, Elisabetta, perché «non vuole problemi». «Ogni domenica pulisco vomito e urina – dichiara –. Vivo in rua di Vetriera e ogni sabato tra le urla e il casino che fanno in strada, siamo costretti a chiamare la polizia. E’ un macello. Il venerdì sera già inizio ad avere l’ansia perché so cosa mi aspetta il giorno dopo. Servono telecamere e sanzioni».

Chi vive in zona ci segnala anche rua di Ponte Oscuro, rua dei Lenti, rua degli Appiani e via del Crocifisso come vicoli eletti a latrine a cielo a aperto. Più a ridosso di piazza del Popolo, rua del Macello. «E’ colpa della gente e della sua inciviltà – afferma Elisa Ricci – . Vanno a fare pipì negli scorci più belli di Ascoli. E i turisti che si trovano a girare in centro, magari esplorando le rue più caratteristiche, sentono puzza di urina da tutte le parti». A confermare che i vicoli dietro piazza sono presi di mira dagli incontinenti del sabato sera, anche Enzo Morganti: «I bagni pubblici sono insufficienti, ne servirebbe uno per quartiere. Poi occorre maggiore sorveglianza. Bisognerebbe dare lustro alla città».

 

Federica Andolfi



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