L’autopsia: intossicazione da farmaci. Domenica l’ultimo saluto a Chiara

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 18 dicembre 2015 – Un’intossicazione da farmaci o da altre sostanze: sarebbe stato questo a uccidere nella notte tra sabato e domenica Chiara Scirpoli, 23 anni, maceratese, originaria della Puglia, mentre si trovava in una casa a Siviglia insieme a un amico maceratese.

La causa della morte la rivela l’autopsia, effettuata ieri mattina nel capoluogo andaluso. Dall’esame autoptico è risultato che il decesso è dovuto a un’intossicazione e ora il medico legale avrà sei mesi di tempo per consegnare il referto definitivo. Sul corpo non sono state trovate tracce di violenza. Le autorità spagnole hanno dato il nulla osta a riportare in Italia il corpo della ragazza. I funerali di Chiara saranno celebrati domenica mattina alle 9 nella chiesa di Santa Croce, mentre la salma arriverà a Roma domani.

La 23enne era partita per la Spagna il 30 novembre, per cercare una occupazione nel settore della ristorazione e per rifarsi una nuova vita. Era andata a dormire, quella sera, dicendo ai coinquilini di sentirsi poco bene. Ha preso una medicina per lo stomaco.

Poi, però, non si è più svegliata. Sarebbe stato proprio il coinquilino a trovarla ormai senza vita nel letto la mattina successiva e ad avvisare i genitori in Italia.

Sotto choc i familiari della ragazza, che hanno saputo del decesso soltanto due giorni dopo il fatto. «Sono immersi in un immenso dolore – racconta una donna residente in via Tibaldi (quartiere di Santa Croce), dove gli Scirpoli abitano da una quindicina d’anni – e non si capacitano del motivo di tanto ritardo nell’essere avvisati della morte della figlia. Appena hanno potuto, sono partiti subito per la Spagna, la sera del giorno in cui hanno ricevuto la notizia. Giusto il tempo di trovare un volo e prenotarlo».

Chiara lascia il padre Francesco, impiegato come autista a Porto Sant’Elpidio, la madre Raffaella Ciuffreda, collaboratrice scolastica in una scuola media, e la sorella Valentina, di qualche anno più grande, che ha due bimbe e vive fuori Macerata.

Il mistero, però, sia sul ritrovamento del corpo che sui motivi del ritardo dell’avviso ai faniliari, resta sempre fitto. La responsabile stampa dell’Ambasciata italiana a Siviglia non può rilasciare dichiarazioni. «La famiglia della ragazza – spiega – ha chiesto di mantenere il più assoluto riserbo su tutta la vicenda e il massimo rispetto per il loro dolore. Posso dire soltanto che i familiari sono ancora qui, a Siviglia».

E questo è tutto. Chiara Scirpoli aveva frequentato il primo anno dell’Istituto d’arte «Cantalamessa», poi era passata all’Istituto professionale Pannaggi. I residenti di via Tibaldi la ricordano come una ragazza sempre sorridente, «educatissima, dai modi molti gentili. Non riusciamo a crederci, siamo vicini alla famiglia».

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