L’avanzata del tarlo killer: gli alberi da abbattere salgono a 2.500

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Valtenna, 18 dicembre 2014 – Cresce a circa 2.500 il numero degli alberi da abbattere nella media Valtenna per debellare il tarlo asiatico del fusto. Secondo i tecnici dell’Assam (agenzia regionale), soltanto a marzo sarà possibile valutare gli effetti del piano di intervento. Gli abbattimenti di alberi che ricadono su terreni di proprietà pubblica sono iniziati il 12 dicembre lungo le strade provinciali che collegano Magliano di Tenna a Rapagnano e Montegiorgio, ma c’è ancora molto lavoro da fare per debellare il problema dell’Anoplophora Glabripennis, più comunemente definito tarlo asiatico del fusto. La prima segnalazione della presenza di questo pericoloso insetto proveniente dalla Cina, che lentamente distrugge le latifoglie, risale ad agosto dell’anno scorso, ma i controlli effettuati sui fori di sfarfallamento e nelle nicchie di deposizione delle uova hanno permesso di far risalire l’arrivo dell’insetto già al 2012.

Attualmente quello nella media Valtenna è l’unico focolaio delle Marche e sta mettendo a rischio migliaia di piante autoctone: aceri, betulle, faggi, ippocastani, pioppi e platani. Secondo un recente censimento, il numero degli alberi da abbattere ha toccato quota 2.500. L’Assam ha dovuto compiere un puntiglioso lavoro di incrocio dei dati con le tabelle catastali e proprio in questi giorni sta spedendo lettere a cittadini e titolari di attività agricole per sollecitare nelle modalità indicate l’abbattimento degli alberi ricadenti nelle loro proprietà. Il Comune più colpito è Magliano di Tenna, dove si dovrà procedere all’abbattimento di circa 1.200 alberi: la metà di questi è stata infestata dal tarlo; gli altri, invece, sono alberi sani, ma si trovano a meno di 50 metri da quelli attaccati e sono potenzialmente pericolosi. A Grottazzolina si dovranno abbattere circa 1.000 alberi, 130 a Rapagnano e 80 a Montegiorgio. «Questi sono rilevamenti in divenire – spiega Sandro Nardi, dirigente del servizio fitosanitario regionale – ed è probabile che questi dati subiscano continui aggiornamenti. Stiamo inviando lettere ai privati per avviare l’abbattimento anche sui terreni di proprietà privata. Qui gli alberi sono numericamente minori rispetto a quelli che sono disposti su filari, come avviene lungo le strade. Stiamo precedendo per step. Alla fine di gennaio faremo un primo riscontro. La capacità operativa della ditta specializzata è alta e ci confronteremo con quelli di parte privata. Solo a marzo potremo capire la reale entità ed efficacia dell’intervento. Bisognerà attendere la riduzione dell’attività dell’insetto nei mesi freddi; poi a primavera, quando l’attività di alberi e insetti riprenderà, potremo fare una valutazione».

Alessio Carassai



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