Lavoro, crescita del 7%. Leonori: "Dal buio spuntano i primi segnali di ripresa"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 27 marzo 2015 - In provincia l’occupazione è tornata a crescere ben prima che entrassero in vigore gli sgravi fiscali e il Jobs Act. Lo dicono i dati dell’Istat che indicavano come tra il 2013 e il 2014 il tasso di disoccupazione fosse già sceso dal 12.8 al 9,1 (- 3.7%), passando dal livello più alto a quello più basso in mabito regionale. Ora un’indagine della Confartigianto non solo conferma questa tendenza, ma offre un quadro dettagliato che fa ben sperare per l’anno in corso.

Nel 2014, infatti, la discesa del tasso di disoccupazione si è accompagnata ad una crescita dell’occupazione altrettanto forte: 8.800 occupati in più, un balzo in avanti del 7,1%. Nello stesso tempo il tasso di occupazione è salito fino al 63,8%, con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente, il miglior risultato a livello regionale. Negli ultimi sette anni (2008/2014) nelle Marche il numero degli occupati è diminuito del 4,2% (27.200 unità in meno), dinamica più intensa della media nazionale (-3,5%).

Se si esaminano i dati registrati nelle singole province, però, ci si accorge che la provincia di Macerata è quella che presenta, in cifra assoluta, la minor perdita di posti di lavoro nei sette anni considerati (- 2.400, con una variazione percentuale pari a – 1,8%). «I dati – afferma Renzo Leonori, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata – sembrano delineare uno scenario senz’altro meno buio rispetto a quello del recente passato. I principali indicatori del mercato del lavoro (tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, tasso di attività, cassa integrazione), unitamente alle previsioni di assunzioni da parte di micro imprese a seguito degli incentivi introdotti dalla legge di stabilità 2015, sembrano far pensare ad una possibile, seppur ancora flebile, ripresa della nostra economia. In questo contesto – prosegue Leonori – è ora auspicabile mettere mano con i fatti a quelle riforme che, almeno a parole, tutti auspicano: mi riferisco in particolare alla riforma fiscale, alla riforma della pubblica amministrazione, alla riforma della burocrazia, tutti fattori che strangolano il nostro sistema produttivo. Bene gli incentivi per l’occupazione, bene le norme più europee e anche la riduzione di una serie di vincoli, ma se non si agisce su procedure e fisco le imprese, alla fine, non potranno reggere a lungo un contesto che ne limita e condiziona l’attività invece che favorirla».

Recentemente l’Inps ha evidenziato che molte sarebbero le imprese che hanno chiesto di poter accedere agli sgravi fiscali per assumere: speriamo che ci siano anche quelle della nostra provincia. 

 



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