Lavoro, Fabriano simbolo della crisi. Uno su due a casa o in cassintegrazione

Fiom-Cgil
La Fiom-Cgil lancia l’allarme sui primi numeri del 2014
FABRIANO UN FABRIANESE su quattro è senza lavoro, un altro è in cassa integrazione. E’ quanto emerge dai primi dati ancora parziali ma già fortemente significativi per il 2014 in cui la città ha fatto segnare un nuovo preoccupante record sul fronte del crescente esercito dei senza lavoro. I NUMERI rielaborati da sindacati e associazioni di categoria sulla base dei monitoraggi del Centro per l’impiego dicono che, tra i residenti della sola Fabriano, i disoccupati a fine 2014 sono saliti a quota 5.150 contro i 3780 del 2012 e i 4.270 del 2013, confermando, dunque, una trend di crescita quanto mai preoccupante. Ad oggi, quindi, il 16% dei fabrianesi non ha un lavoro, media che peraltro supera in modo abbastanza evidente quella nazionale secondo i dati Istat attestata al 12%. Peraltro la cifra diventa ancora più evidente se si considera soltanto il segmento riferito alla popolazione in età lavorativa, ovvero quello tra i 14 e i 65 anni. Ebbene relazionando i disoccupati (sono una sessantina le nazionalità diverse rappresentate tra i senza-lavoro residenti in città) con la sola fascia in questione, si arriva al 24%, ovvero quasi uno su quattro che non ha un percorso professionale stabile. Di certo nello sfondare il tetto dei cinquemila, molto ha pesato la trasformazione da cassaintegrati in disoccupati avvenuta lo scorso novembre degli ex operai Ardo, in tutto 1.400 di cui quasi la metà residente proprio a Fabriano. In ogni caso molto nutrito resta anche l’elenco degli attuali cassaintegrati di lungo corso tra le aziende medio-piccole del territorio (ma anche qualcuna di notevoli dimensioni) dove l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è ormai costante e irrinunciabile per riuscire a sopravvivere. «In pratica afferma il segretario provinciale Fiom-Cgil, Fabrizio Bassotti un fabrianese su due o non lavora o è in cassa integrazione. Questa situazione fa della città un vero e proprio simbolo della crisi. Per questo motivo il 20 sarà un anno determinante per affrontare una serie di situazioni in itinere, su tutte quelle relative a Indesit e Jp che tengono in apprensione i lavoratori e le loro famiglie».
FONTE IL RESTO DEL CARLINO Alessandro Di Marco
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