Le fatture sportive non erano gonfiate: tutti assolti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 29 ottobre 2015  - Tutte assolte le cinque persone accusate di aver creato un giro di fatturazioni false per l’acquisto di spazi pubblicitari inesistenti nelle manifestazioni di alcune società sportive e di calcetto. Si tratta di Mirco Giacobbi, l’ex assessore comunale e legale rappresentante della Asd Montegranarese di calcio a 5, difeso dagli avvocati Stefano e Massimo Nascimbeni; Henry Seghetta, legale rappresentante delle società dilettantistiche Montesportiva e Poligranarese, rappresentato da Gilda Pacioni; Romelio Pettinelli, amministratore della Paragon srl di Montegranaro, assistito da Stefano Sopranzi; Robertino e Maurizio Stoppo, titolari del solettificio Romas di Montegranaro, difesi da Gerardo Villanacci e Andrea Didone.

I tre noti imprenditori di Montegranaro, l’ex assessore e il presidente delle due società sportive dilettantistiche erano stati chiamati a rispondere del reato di false fatturazioni per operazioni inesistenti. Il pm Marina Astolfi aveva chiesto una pena di tre anni per Giacobbi e di due per gli altri. Alla fine però i cinque sono stati assolti per non aver commesso il fatto. L’avvocato Nascimbeni , legale di Giacobbi, ha espresso piena soddisfazione per la sentenza: «Siamo riusciti a smontare l’impianto accusatorio dimostrando che le presunte false sponsorizzazioni erano reali, così come le pubblicità contestate».

L’indagine, condotta dall’Agenzia delle entrate e coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo, era scattata nel 2012 a seguito di un controllo incrociato sulle documentazioni di alcune sponsorizzazioni del solettificio Romas. Gli inquirenti avevano notato un dato insolito: le somme versate ad alcune società sportive erano troppo alte rispetto al fatturato dell’azienda. Nel mirino erano finite in particolare le documentazioni Irpef, Irap e Iva, relative agli anni 2007 e 2008, in cui il solettificio Romas avrebbe complessivamente sponsorizzato per un totale di circa 500 mila euro le società sportive accusate di avere emesso fatture per operazioni oggettivamente inesistenti.

Erano stati così analizzati in ogni dettaglio i movimenti dell’azienda e i flussi di denaro sui conti correnti delle varie società sportive. Documenti cartacei e informatici erano stati sequestrati e messi sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, fino a quando, nel gennaio del 2013, era scattata la denuncia a piede libero per i cinque indagati. Alla denuncia era seguita la richiesta del rinvio a giudizio da parte de magistrato inquirente e l’accoglimento della richiesta da parte del gip del tribunale di Fermo.

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