Le manone di Aprea spingono in su l’Ancona

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Ancona, 11 novembre 2014 – Personalità ed esperienza non gli mancano. Ed è proprio su questo che a un certo punto Giovanni Cornacchini ha deciso di fare affidamento. È stato ripagato: le ‘manone’ di Peppe Aprea stanno spingendo in su l’Ancona. L’esordio cinque partite fa, a Forlì. Parate decisive nel primo tempo, un gol subito, ma anche la vittoria finale. Da lì in poi la porta è rimasta vergine nelle successive quattro giornate. «Diciamo che Forlì è stato un po’ lo spartiacque – spiega il portiere dorico –, arrivavamo a quella partita in una condizione delicata. La vittoria ci ha dato morale per aprire questo filotto di risultati utili».

La difesa si è assettata, mostra sicurezza, non ci sono più leggerezze individuali. La personalità con la quale l’Ancona tiene il campo e prova a fare la partita sono cresciute nell’ultimo mese e poco più. Vale la pena subito chiedersi se l’ingresso di Aprea sia la causa della crescita esponenziale dei biancorossi. «Di solito non è mai un singolo che fa le fortune del gruppo. Anzi, io devo molto ai miei compagni e se adesso abbiamo cambiato passo è soprattutto merito loro. Onestamente però posso dire che anche io il mio contributo l’ho dato». Ha fatto lo stesso anche col Santarcangelo, sebbene sia rimasto spesso inerme. Una parata nel primo tempo su tiro da lontano di Radoi e la deviazione sulla traversa sul bolide di Obeng in avvio di ripresa: «Anche l’allenatore dei portieri è rimasto sorpreso di questa parata».

Aprea lo dice con soddisfazione, dalla sua ha la consapevolezza di che cosa voglia dire rischiare di perdere una partita ben giocata: «Quando domini – commenta –, non ci può essere un calo di concentrazione. Basta anche una palla e si può rovinare tutto. Tutte le partite si decidono sugli episodi». Non è successo sabato sera a Bondi e compagni. Lo 0-0 finale però allunga a cinque la striscia di risultati utili: «Il pari col Pontedera è stato giudicato positivamente, quello col Santarcangelo con un po’ di delusione. È il segnale di una crescita di questa squadra». Che non vuole arrestarsi: «Abbiamo dei valori e li stiamo facendo vedere. Mentalmente sappiamo dove possiamo arrivare e abbiamo certezze». Il difficile forse viene adesso, perché l’Ancona potrebbe ancora compiere un altro salto di qualità, «ma senza perdere di vista il nostro obiettivo che rimane la salvezza. Una volta ottenuta, magari ci divertiremo. Adesso rimaniamo compatti, facciamo più punti possibile perché poi il girone di ritorno sarà più duro».



 

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