Aziende sanitarie senza trasparenza, la nostra regione maglia nera nazionale

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – Le Marche sono all’ultimo posto per quanto riguarda i tempi della salute, CONOSCERE i tempi di attesa e agire nella totale trasparenza. Quando si parla di sanità non tutte le aziende italiane brillano per ‘franchezza’. E tra queste ci sono anche quelle marchigiane. E’ quanto emerge nel documento ‘Trasparenza, etica e legalità nel settore sanitario’, il primo rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza e integrità, realizzato dall’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas) insieme a Libera e presentato ieri a Roma. Il primo tallone d’Achille è appunto quello sui tempi della salute e nonostante la legge preveda che debba essere dedicata una pagina a questo argomento nel sito internet di ogni amministrazione sanitaria, spesso questo ‘comando’ viene del tutto ignorato. Ed è così anche nelle Marche. Qui solo il 25% delle aziende segue questo dettame. Migliora, a livello nazionale, ma lascia ancora molto a desiderare, la trasparenza dei rapporti delle aziende sanitarie locali con i privati accreditati, «uno dei settori più spesso oggetto di segnalazioni da parte degli organi preposti all’accertamento di elementi di opacità e illegalità»: 129 su 142 mostrano, sul proprio sito web, l’elenco delle strutture accreditate, ma solo 6 su 10 pubblicano anche i contratti di fornitura stipulati. Totalmente carenti sono Marche e Molise. Quanto alla trasparenza dei bilanci, solo il 17% delle aziende non ha pubblicato il preventivo 2014 e l’8% il consuntivo 2013, ma i risultati peggiorano se si guarda alla pubblicazione dei dati in forma sintetica e semplificata (58%) e in formato aperto (60%), sintomo che «la trasparenza è ancora vista» come un adempimento burocratico che consiste nel mettere on line dei documenti, ma non nel renderli comprensibili. MOLTE aziende sanitarie italiane sono ancora carenti nella trasparenza sui bilanci: il 17% delle aziende non ha pubblicato il preventivo 2014 e l’8% non ha pubblicato il consuntivo 2013. Più critica la disponibilità dei documenti in formato aperto (il 32% delle aziende è inadempiente rispetto al consuntivo 2013 e il 40% rispetto al preventivo 2014) e in forma sintetica (il tasso medio di adempimento e’ intorno al 51%). Rispetto al bilancio preventivo, in 9 regioni (Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Basilicata) tutte le aziende sanitarie hanno pubblicato il documento, mentre Sicilia, Sardegna e Molise sono le regioni che presentano il più basso tasso di adempimento. IL RESTO DEL CARLINO

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di ANDREA BRUSA – ALTRO CHE ECCELLENZA

Che ci fosse qualcosa che non andasse ce n’eravamo accorti anche noi qualche tempo fa con una serie di inchieste sull’assenza di dati che riguardavano gli stipendi di dirigenti sanitari e medici. Ma scoprire, in tema di trasparenza, di essere maglia nera d’Italia, beh ce ne passa. E dire che per anni si sono riempiti la bocca della parola «eccellenza». Per poi scoprire che le liste d’attesa erano da record…

IL RESTO DEL CARLINO

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