Le mezze verità

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 17 gennaio 2016 – Al sindaco Guido Castelli si può dire di tutto, meno che non sappia usare bene le leve della comunicazione. Ha affinato una capacità che negli anni è diventata fuori dal comune, almeno se paragonata al livello medio dei politici locali.

Nelle Marche per esempio lo batte solo Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro, che in tv ha sfondato meglio di tutti e anche meglio di Castelli.

Ma l’inquilino dell’Arengo merita senza dubbio di stare sul podio, perché si destreggia bene sui social network e anche in tv fa la sua figura. Tempo fa, per esempio, un ascolano con un ruolo importante e dotato di ironia disse che Ascoli ha finalmente con Castelli un sindaco in grado di pronunciare bene, senza confonderle, la “t” e la “d”. E anche questo – disse – in certi contesti può aiutare.

Insomma, che l’immagine e la comunicazione abbiano il loro peso nessuno lo mette più in dubbio almeno dal 1994, cioè dal giorno in cui Berlusconi entrò in politica con un videomessaggio. Peraltro, la comunicazione, quando è fatta senza filtri né mediazioni, consente al politico di arrivare direttamente all’elettore, e magari di trasformare una mezza verità in una verità granitica.

Castelli di recente ha sviluppato una passione per i video autoprodotti, tanto da aver assunto nel suo staff anche un bravissimo professionista delle immagini come Giandomenico Lupi.

Nel giro di poco tempo sono usciti fuori tre video, i cui contenuti hanno fatto discutere. Ma intanto il sindaco ha lanciato una serie di messaggi, tra i quali ci soffermiamo su due: le classifiche dei giornali specializzati premiano Ascoli per la qualità della vita e Castelli stesso tra i 25 sindaci più amati.

La realtà è un po’ diversa: le classifiche sulla qualità della vita hanno riguardato la provincia di Ascoli e non il Comune, quindi un po’ di merito l’avranno avuto, per dire, anche San Benedetto e Offida.

Quanto ai sindaci, in realtà Castelli ha perso un po’ di consenso rispetto all’anno scorso (lo 0,5%) e ancora di più (il 2,4%) rispetto al giorno dell’elezione. Ma è anche vero che è salito dalla 31ª posizione del 2014 alla 25ª, perché altri hanno fatto peggio.

In entrambi i casi lui ha raccontato la sua mezza verità senza filtri né mediazioni. Ma la politica è così: per saperla fare, bisogna saperla raccontare.

 

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