Le previsioni delle cipolle del 2015 di Alfio Lillini

IL BORGHIGIANO FABRIANO

Calendario Cipolle Lillini

FONTE COMUNE DI JESI

_______________________________________________________________________

A dispetto di tutti gli auguri scambiati sul finire del 2014 e nelle prime ore di questo 2015 l’antico adagio popolare non fa ben sperare; dice, infatti che “Il Natale (2014) senza luna, (dove sette pecore non fa per una) non è indice di ottimismo”.

Lo scrive Alfio Lillini nel suo “Calendario delle cipolle” diffuso nelle prime ore di oggi, almanacco in cui si prevede che “anche per il 2015 l’inverno non sarà duro” e che “molto brevi saranno le mezze stagioni” e, cosa ancor più preoccupante, che l’anno appena iniziato “sarà un anno più siccitoso del 2014 e anche più afoso”. Questo perché, secondo Lillini, “l’anticiclone delle Azzorre si posiziona sempre più a nord dell’Europa, abbandonando il mediterraneo ad un clima nord africano”. Ma ritorniamo all’immediato, a quello che si prevede per le prossime settimane ed i prossimi mesi.
“L’inverno – come è riportato nell’allegato al “Cendario delle cipolle” – ci accompagnerà fino a quasi tutto il mese di marzo, con una primavera un po’ piovosa e una estate abbastanza lunga (90-100 giorni), dai primi di giugno alla metà di settembre, con picchi afosi, duri da sopportare, poi variabilità e pioggia dalla metà di settembre e primi freddi dalla 2/a decade di ottobre, l’inverno dalla fine di novembre, con neve anche a quote collinari in dicembre”. La relazione di Lillini si conclude con alcune avvertenze; nel suo “Avviso ai Naviganti” è scritto che “ormai siamo un territorio tropicalizzato, dobbiamo convivere con trombe d’aria, bombe d’acqua e maxi grandinate (finora a macchia di leopardo nel nostro territorio) ma deve essere una cultura territoriale ovunque l’essere preparati a tali eventi, (200 millimetri di pioggia equivalgono a 2.000 tonnellate d’acqua su un campo di calcio)”. Infine Lillini invia un messaggio alle istituzioni che hanno “il dovere di governare il territorio in maniera sostenibile e sicura. Salvare il territorio facendo manutenzione ambientale e vigilanza territoriale. Lo scrivo da anni – ribadisce Lillini – è già tardi”.

Quelli del Massaccio – Sedulio Brazzini

FONTE ARTICOLO VALLESINA.TV

Precedente Rivuole la figlia e minaccia "Vi dò fuoco a casa" Successivo Strage di Parigi, flash mob al Marconi: "Matite alzate in difesa della libertà di espressione"