"Le rotond" da vertigine di Duccio Marchi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 28 settembre 2015 – La satira politica e sociale passa attraverso “Le rotond”: nel senso che il cantautore urbinate Duccio Marchi, che ogni volta rifugge questa definizione, ha confezionato una canzone sulle rotonde che da Urbino bisogna aggirare per arrivare a Pesaro, ironizzando sulla loro funzione o utilità.

A rendere il prodotto musicale davvero efficace è intervenuto un giovanissimo video maker, appassionato di cinema, come Matteo Cecconi che a soli 15 anni ha curato regìa, riprese, montaggio.

Matteo, che frequenta la 5ª Ginnasio del Liceo Classico Raffaello, è partito dai filmati delle vacanze in famiglia da bambino, per poi passare ad un video dedicato a Volponi per un progetto di 3ª media.

E poi, altre esperienze?

«L’estate scorsa ho fatto un video sulla presenza del Carpi Calcio a Urbino e l’ho caricato sul canale della GML Film, sarebbe la “casa di produzione” che ho con degli amici; in passato avevamo fatto a scuola un cortometraggio da 35 minuti dal titolo “Il figlio di Zeus”, fatto malissimo, lo riconosco, e per questo lo sto rivedendo. I miei compagni di scuola recitavano e io ho pensato alla regìa, alla ripresa e al montaggio».

Quello con Duccio Marchi è il primo video musicale?

«No, ne ho fatto un altro, un piccolo video per la canzone di Fabrizio Nardini, musicista urbinate che ha curato l’arrangiamento della canzone “Le rotond”».

Un fotogramma del videoclip “Le Rotond”

Un fotogramma del videoclip “Le rotond”

Come è nata questa passione?

«Da quando ero piccolo, i miei genitori e i loro amici mi dicevano di girare dei video delle vacanze. Poi ho cominciato a guardare film, tanti, soprattutto di genere fantastico o dell’orrore. Da 3 o 4 anni, invece, mi dedico più a film di spessore, film premiati: tra i registi che mi piacciono ci sono i fratelli Coen, poi anche Elisabetta Sgarbi che si dedica al genere impegnato, come l’ultimo sui pescatori del delta del Po».

Il video de “Le rotond” parte dall’idea di seguire il testo della canzone e far interagire Marchi con ogni rotonda della Montelabbatese. Si aggiungono particolari però nel percorso… «Duccio mi ha lasciato quasi completamente carta bianca e mi ha dato modo di esprimermi e lo ringrazio perché mi ha dato un’occasione, credendomi all’altezza del compito e rendendomi sicuro di quello che facevo. Lui è il protagonista assoluto ma io ci ho messo molte idee: quella di tuffarsi nel porto canale di Pesaro è un elemento cardine, Duccio-dottore che parla con Duccio-cantante, la parte finale tutta rivista a ritroso, la cui ispirazione viene da un famoso film».

Ci sono episodi particolari?

«Ho consegnato le immagini del backstage a Tele 2000 che ha caricato sul canale you tube il video e lì si possono vedere tutti i retroscena. Comunque, alla Croce, mentre giravamo, chi passava in macchina ci riconosceva e ci suonava e ci dava sostegno».

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