"Le università riprendano il controllo degl asset strategici per l’offerta formativa"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 14 agosto 2015 – Giorgio Calcagnini, pro-rettore vicario dell’Ateneo d’Urbino, da economista ha le idee chiare sulla gestione di studenti e collegi.

Secondo lei, Urbino ha pochi o troppi collegi?

«Pochi, perché se ne avessimo di più potremmo aumentare le opportunità di avere studenti stranieri. Ma il problema è la qualità dei collegi».

Già, come sono?

«Non sono bruttissimi, però non sono adeguati agli standard. Pensiamo solo ai problemi di riscaldamento e raffreddamento. I collegi moderni hanno l’aria condizionata. Le dimensioni sono adeguate, ma i problemi sono negli infissi, nelle muffe. Due estati fa due studentesse americane arrivate per un corso estivo, se ne andarono il giorno dopo aver dormito ai collegi. E poi c’è il problema dei furti».

Ce ne sono molti?

«Capitano perché a causa del caldo in estate si lasciano le finestre aperte. Poi le porte si aprono con molta facilità e quindi i furti nelle camere avvengono, eccome».

Perché c’è questo disinteresse per le strutture di Ateneo ed Ersu?

«Non saprei dirlo, è successo gradatamente. Secondo me i guai sono iniziati con la divisione tra proprietà e gestione; questo fattore ha abbassato l’attenzione sulla qualità».

Che soluzione immagina?

«Bisogna provare a ripensare il modello di organizzazione dei servizi, che riporti sotto il controllo delle università gli asset strategici per l’offerta formativa. Quindi l’Ateneo potrebbe assorbire le funzioni dell’Ersu, seguendo un po’ il modello emiliano e toscano».

Secondo lei chi deve gestire il restauro del Tridente, Urbino o Ancona?

«Urbino. La concorrenza si fa sulla qualità e quindi gestendo il restauro localmente questo verrebbe meglio. I collegi devono tornare ad essere un centro delle attività degli studenti, con il teatro che funzioni, con tanti dibattiti. Non un dormitorio».

Perché Urbino ha meno risorse che in passato?

«Una volta il parametro era sui posti letto. Si cambiò la logica e si favorirono Ancona e Macerata. Spero che questa cosa cambi».

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