L’emergenza idrica è per ora superata

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 10 febbraio 2016 – Agricoltori ed agronomi ci hanno confermato che la fase di emergenza idrica per le culture cerealicole in atto è per il momento superata grazie alle recenti piogge, in particolare grazie a quelle cadute in gennaio, oltre 87mm, +19mm sopra media.

Gennaio è stato mese complessivamente mite, +1,8 °C sopra media, con un clima a tratti freddo solo nella 2ª decade, quando grazie a minime spesso sotto lo zero e ad un modesto episodio nevoso, anche se solo per pochi giorni, si è presentato l’inverno.

Il freddo è stato preceduto da una forte burrasca di vento che ha avuto il suo apice tra i giorni 11 e 12 con fortissime raffiche di Libeccio (il Garbino che spira da SW) che hanno superato più volte i 100 Km/h con un picco di 124 Km/h provocando qualche danno.

La siccità che ha preceduto gennaio, veniamo così a rivedere la meteorologia del 2015, è stata in campo agricolo piuttosto preoccupante poiché unita a temperature elevate.

In realtà, nel suo complesso il 2015, anno climaticamente molto vivace ed interessante, non è stato secco: si sono misurati in Urbino ben 966mm di pioggia, +86mm sopra la media storica. Il fatto è che queste si sono concentrate nella prima parte dell’anno, 581mm nei mesi da febbraio a maggio (la media del periodo è di 289mm) mentre piogge per soli 350mm sono cadute da giugno a dicembre (529mm è la media di questo periodo).

Il Barometro del Serpieri

Questo valore, modesto per 7 mesi, è stato oltretutto mal distribuito, con un massimo di piovosità in ottobre, 137 mm, ed un quasi zero a dicembre, che oltre ad essere secco è stato anche eccezionalmente caldo, +2,5°C sulla media.

Altro mese termicamente eccessivo è stato luglio, con un +4,3°C sopra media che lo ha collocato oltre ogni precedente registrato in Urbino dal 1952.

La massima registrata in luglio è risultata di 36,8°C, che non è invece un record. Oltre ai due mesi citati, tranne febbraio, marzo ed ottobre che hanno avuto temperature vicine alle medie, tutti gli altri sono stati molto caldi, portando così la media generale delle temperature dell’anno a +1,45°C sulla media storica ed il 2015 a collocarsi come secondo anno più caldo dal 1952 dopo il torrido 2000.

Il 2015 è stato normalmente ventoso, con un episodio eccezionale il 5 marzo, quando ci sono stati danni e vittime per il forte vento da N-NE con raffiche fino a 116 km/h. In questa tragica circostanza è stata forse la direzione del vento ad essere determinante più della sua violenza.

Infatti Urbino e la sua vegetazione sono usi a forti venti da SW più che a quelli dalla direzione quasi opposta, perciò ipotizziamo che quando giungano forti venti da N-NE questi trovino esemplari di alberi sbilanciati negli apparati radicali e nelle chiome oltre a rami secchi e deboli, che sono normalmente protetti dai venti di Libeccio, e che facilmente vengano abbattuti da forze che si applichino da direzione opposta.

Anche nei mesi di gennaio e novembre si sono registrate tempeste di vento con raffiche massime rispettivamente di 113 e 111 Km/h, ma essendo questi provenienti da SW non hanno creato particolari disagi in città e danni alla vegetazione.

Nel chiudere invitiamo i lettori interessati ad un esame accurato dei dati qui sinteticamente trattati o a valutarne altri quali quelli relativi alla pressione barometrica o all’umidità relativa o per avere gli stessi registrati nelle stazioni di rilevamento che afferiscono alla nostra rete di monitoraggio di Fermignano, Fano-Lago Vicini, Campus Scientifico (ex Sogesta) e Cesane Monte della Conserva, ad accedere al link meteo.uniurb.it presente sul portale di Ateneo: sulla pagina web dell’Osservatorio Serpieri, oltre alle misure aggiornate con cadenza oraria ed ai grafici relativi alle varie stazioni, sono riportati dati storici e altro, nonché la possibilità di consultare in tempo reale le nostre 4 webcam posizionate in vari punti della città.

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