Liberati ancora bloccato in Gambia, i giudici vogliono un nuovo processo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 8 maggio 2015 - Rabbia e incredulità serpeggiano tra gli uomini d’equipaggio e la società armatrice del peschereccio italiano Idra Q, bloccato in Gambia dal 12 febbraio scorso. I giudici che avevano deciso di processare nuovamente il motorista sambenedettese Massimo Liberati nella giornata di mercoledì scorso, hanno rinviato il tutto di una settimana, al 12 maggio. In quella data saranno tre mesi esatti che la nave oceanica della società armatrice Italfish di Martinsicuro (Teramo) è ferma nel porto di Banjul.

Una vicenda che ha dell’incredibile se si pensa che tutto è iniziato a seguito di un’ispezione a bordo, durante la quale i militari avrebbero trovato reti con maglie inferiori di due millimetri rispetto a quelle previste dalle leggi del paese africano. Un mese e mezzo fa il portavoce della Italfish paventò il pericolo di un altro caso Marò e sembrò a tutti un paragone spropositato. L’odissea sembrava essersi risolta il 30 aprile, dopo l’ennesimo processo farsa a carico del comandante Sandro De Simone e del motorista Massimo Liberati.

Lunedì 4 maggio l’Idra Q avrebbe dovuto salpare alla volta di Dakar invece, a poche ore dalla partenza, al comandante è stata consegnata la convocazione per il processo d’appello a carico del motorista Massimo Liberati fissato per mercoledì 6 maggio, poi rinviato a mercoledì prossimo. Secondo indiscrezioni il Gambia riterrebbe che la «condanna» (leggasi cauzione) inflitta a Liberati, sarebbe stata troppo tenue. 

In sintesi Banjul bussa nuovamente a denari, dopo i 60mila euro di cauzione ricevuti dalla Italfish per la scarcerazione del comandante. In tutto questo l’Italia non ha svolto alcun ruolo. L’unico tentativo fu quello del vice ambasciatore italiano a Dakar, Domenico Fornara, inviato dalla Farnesina a Banjul per mediare la scarcerazione del comandante e del motorista, rinchiusi nel terribile carcere Mile Two, ma senza successo. Ora la società armatrice vorrebbe coinvolgere di nuovo Ambasciata e Farnesina, poiché la vicenda ha presso davvero una brutta piega. 

 



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