Lidia, la verità dell’autopsia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli, 1 febbraio 2016 – Nessun elemento riconducibile all’ipotesi che Lidia Di Nicola possa essere stata vittima di un omicidio. È questo uno dei verdetti dell’autopsia sul corpo della donna di origini francesi, di cui si erano perse le tracce il 22 gennaio ad Ascoli e ritrovata morta sabato da una delle squadre organizzate dalla Prefettura nell’ambito del protocollo di ricerca delle persone scomparse. L’esame autoptico, affidato dal sostituto procuratore Umberto Monti ai medici legali Pietro Alessandrini e Sabina Canestrari, è iniziato intorno alle 15:30.

Anche il magistrato ha presenziato alla parte iniziale dell’autopsia, che avrebbe escluso l’ipotesi che la donna possa essere stata uccisa da qualcuno. Per conoscere l’esatta causa del decesso occorrerà però attendere l’esito degli esami tossicologici, per depositare i quali i periti hanno 60 giorni da oggi. Sembra anche scartata l’ipotesi di un malore e dunque resta in piedi a questo punto l’ipotesi del suicidio, anche se non è chiaro come avrebbe fatto la donna a togliersi la vita, forse ingerendo farmaci. Le indagini proseguono sull’ipotesi di reato di istigazione al suicidio, formulata dal pm Monti dopo il ritrovamento del cadavere al Colle dell’Annunziata a poche centinaia di metri dal centro storico di Ascoli e a poco meno di due chilometri dall’abitazione dove la donna risiedeva insieme al marito Bruno Aloisi e al loro figlio.

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