Lidia, l’autopsia per svelare l’ultimo giallo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli, 1 febbraio 2016 – Suicidio o malore? Dopo il ritrovamento del corpo di Lidia Di Nicola è questo l’interrogativo al quale si proverà a dare una risposta nei prossimi giorni.

Questa mattina il pubblico ministero Umberto Monti affiderà l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia e gli accertamenti che potranno fare luce sulle cause che hanno provocato la morte della mamma di 50 anni di origini francesi. Il confine tra le due ipotesi mai come in questi casi è sottile, considerando la condizione di vita della donna. Lidia aveva dei problemi psichici per i quali era seguita da alcuni specialisti ed assumeva dei farmaci. Un abuso di medicinali ultimi potrebbe essere alla base del decesso. Non sarà semplice capire se ne abbia ingerito una dose eccessiva per togliersi la vita oppure soltanto per gestire una eventuale crisi.

Potrebbe inoltre aver influito lo sforzo fatto per arrivare fino alla sommità del colle dell’Annunziata, attraversando la città e salendo centinaia di scalini. L’autopsia dovrebbe inoltre riuscire a stabilire l’orario del decesso: Lidia potrebbe aver accusato un malore improvviso come pure potrebbe essere passato diverso tempo da quando ha iniziato a sentirsi male a quando poi effettivamente è morta. La 50enne non aveva neppure con sé il telefonino cellulare, perché venerdì 22 gennaio lo aveva lasciato a casa prima di uscire dicendo di andare a fare una passeggiata, e quindi non avrebbe potuto chiamare nessuno. Il marito, Bruno Aloisi, non sa dare spiegazioni. «Veramente non ho idea di che cosa possa esserle successo – ha detto ieri –. So soltanto che quel pomeriggio Lidia è uscita come tante altre volte. Ieri mi hanno contattato per riferirmi del ritrovamento del suo corpo, ma non mi hanno detto altro. Credo che faranno l’autopsia, ma di più non so».

Autopsia che potrebbe già essere effettuata oggi, anche se per conoscere gli esiti di alcuni esami potrebbero volerci più giorni. La procura di Ascoli aprirà un fascicolo per istigazione al suicidio, ma si tratta soltanto di una scelta ‘tecnica’ per poter procedere con accertamenti più approfonditi. I magistrati hanno escluso il coinvolgimento dei parenti nelle cause della morte della donna.

Non ci sono segni di una morte violenta sul corpo, che è stato rinvenuto quasi alla fine della scalinata che arriva fino alla Fortezza Pia. A ritrovarlo, nascosto dietro un cespuglio ai bordi di un sentiero laterale, è stato un carabiniere, dopo che la questura di Ascoli, che indagava sulla scomparsa della cinquantenne, aveva deciso di intensificare i controlli in quella zona, visto che secondo alcune testimonianze era emerso che la donna faceva spesso lunghe passeggiate, arrivando anche fino al colle dell’Annunziata.

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