L’incidente di Daniel Marinelli, l’ex patron dell’Ancona incontra l’amico del figlio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 23 dicembre 2015 - Andrea Marinelli, in tanti stanno ricordando Daniel dimostrando e dimostrandole in quanti fossero a volergli bene…
«Sì, e mi fa piacere leggere tutti quei messaggi, quelle parole. Leggere quei ricordi mi è utile in questo momento».

E il suo ricordo di Daniel?
«Era semplicemente il mio angelo, il mio grande angelo. E’ tutto riassunto in questa parola. Lo tengo stretto dentro di me. Lo adoravo. Di lui ho tanti ricordi, e per lui ho tanti pensieri che però preferisco tenermi dentro e conservare tra me e me. Ma trovare i messaggi degli amici, la mattina quando apro il giornale, mi dà sollievo. Chi ha voglia di raccontare e ricordare Daniel, continui a farlo. Io ne sono felice e sono felice di leggerli».

Daniel si trovava in auto con un amico, il ragazzo al volante…
«Questo incidente ha distrutto anche lui, è a pezzi e va solo aiutato a riprendersi da quello che ha vissuto. Quanto è accaduto, per lui sarà un rimorso che si porterà dietro per tutta la vita e io non voglio assolutamente che accada questo».

L’ha dunque perdonato?
«No, perché non devo assolutamente perdonare nessuno. Non ho sentimenti di odio e non li ho mai avuti. Non li ho certo in questo momento. Rancore e odio sono due parole che non mi appartengono. Penso solo come può pensare un padre. Francesco è distrutto e va aiutato perché si possa riprendere da questa tragedia che l’ha sconvolto. Lo so: l’ho visto l’amico di Daniel e l’ho incontrato. E’ a pezzi come lo siamo noi; sinceramente a pezzi. Qui, adesso, ci sono due famiglie distrutte dal dolore: la mia e la sua. Francesco, non potete immaginare come si sente e io non voglio, e non lo auguro a nessuno, di portarsi già così giovane, un rimorso così pesante per tutta la vita. Non voglio quindi che abbia rimorsi, perché non ne deve avere, non ne ha motivo. Non devo dunque perdonare nessuno perché non c’è nessuno che ha bisogno di essere perdonato. Perdonare, quindi, per cosa?».

Sta dimostrando di voler bene a quel ragazzo come un padre…
«Non potete immaginare che rapporto di grande amicizia avevano lui e Daniel. Quella accaduta è una tragedia senza che vi fosse alcuna volontà che accadesse. Erano grandi amici, erano sempre insieme. In questo momento provo dolore anche per lui perché immagino come possa sentirsi. Ha perso un amico, il suo grande amico».

Cosa si augura?
«Che possa riprendersi. Che non si senta in colpa. Per lui aver perso un amico come Daniel è già qualcosa che l’ha fortemente provato. Erano legatissimi e stavano sempre insieme. Con questo incidente ha perso una parte di sé. A tutto ciò non deve ora aggiungersi anche quel macigno dovuto al fatto che fosse lui a trovarsi alla guida in quel momento».

Domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà l’ultimo saluto nella parrocchia di Monte San Vito…
«Sì. Ho una grande famiglia e questo aiuterà ad affrontare meglio il dolore così come le persone che ci sono attorno e che ci stanno continuamente dimostrando affetto e sostegno. Daniel, invece, lo terrò sempre dentro di me, così come terrò tutti quei ricordi e quei momenti che abbiamo vissuto insieme in questo tempo».

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